Nevicate sulle Alpi, fiocchi sotto i 1500 metri di quota

Una irruzione di aria fredda nord‑europea ha riportato neve tra Alpi occidentali, Dolomiti e rilievi francesi. Imbiancati i prati di Penia di Canazei, Longiarù e alcuni comprensori di Savoia e Alpi Marittime.
Una massa d’aria fredda in discesa dal Nord Europa ha riportato nelle ultime ore condizioni quasi invernali sull’arco alpino. Dopo le deboli nevicate sull’arco alpino occidentale fino a 1300-1500 metri, i fenomeni si sono rapidamente intensificati sui settori centro-orientali tra Alpi e Prealpi, con fiocchi che hanno fatto la loro comparsa anche su versanti ormai verdi e in pieno regime primaverile.
Imbiancate Penia di Canazei e Longiarù tra Trentino-Alto Adige, Cadore e Carnia
Sui settori dolomitici e prealpini del Trentino-Alto Adige, del Cadore e della Carnia le nevicate hanno assunto carattere perlopiù coreografico, limitandosi a velare i prati senza creare particolari disagi. A Penia di Canazei e a Longiarù in Val Badia, intorno ai 1400-1500 metri, si sono comunque misurati circa 5 centimetri di neve fresca al suolo, con un manto poco spesso ma ben visibile su tetti e pascoli. Secondo le elaborazioni modellistiche di ECMWF, riprese da diversi servizi meteorologici nazionali, gli accumuli più significativi di questo episodio sulle Alpi centro-orientali restano confinati oltre i 1500-1700 metri, in linea con altri eventi tardi di stagione descritti nei rapporti nivologici AINEVA.
Neve di metà maggio anche su Savoia, Alta Savoia e Alpi Marittime
La stessa irruzione fredda ha fatto tornare la neve sulle Alpi francesi a metà maggio, in particolare tra Savoia, Alta Savoia e Alpi Marittime, dove fiocchi e rovesci misti a neve hanno interessato le località di media quota. Sui versanti esposti alle correnti nord-occidentali, gli accumuli risultano localmente più consistenti al di sopra dei 1500-1600 metri, sebbene spesso si tratti di nevicate solo coreografiche sui fondovalle. Gli esperti sottolineano come episodi di nevicate primaverili sulle Alpi occidentali e centro-orientali, analoghi a quello che ha interessato Penia di Canazei, Longiarù, il Cadore e la Carnia, siano compatibili con una stagione ancora dinamica, in cui afflussi di aria artica possono temporaneamente riportare un clima invernale sui rilievi.
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