Visite fiscali Inps 2026, nuove fasce orarie e controlli più serrati
Nel 2026 aumentano le verifiche sulle assenze per malattia dei lavoratori e si uniformano le fasce di reperibilità. Le nuove regole sulle visite fiscali Inps rafforzano i controlli e impongono maggiore attenzione alla corretta gestione del certificato medico.

Nel 2026 il rapporto tra malattia e lavoro cambia con un deciso rafforzamento delle visite fiscali e dei controlli Inps sui lavoratori assenti per motivi di salute. La Legge di Bilancio ha previsto più medici incaricati e strumenti digitali per rendere più capillari le verifiche, puntando a contrastare abusi e a garantire un uso corretto delle tutele previste dall’ordinamento. Al centro restano la tempestiva trasmissione del certificato di malattia, il rispetto delle fasce di reperibilità e la consapevolezza delle sanzioni in caso di assenza ingiustificata.
Nuove fasce orarie e obblighi di reperibilità per i lavoratori
Dal 2026 le fasce orarie di reperibilità per le visite fiscali Inps vengono uniformate per dipendenti pubblici e privati: il lavoratore in malattia deve essere presente all’indirizzo indicato nel certificato medico dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, sette giorni su sette, inclusi festivi e fine settimana. Lo confermano diverse ricostruzioni giornalistiche e specialistiche, secondo cui le nuove disposizioni puntano a rendere più lineare il sistema, eliminando le differenze storiche tra pubblico e privato.
Le informazioni raccolte da portali come Fiscomania e PMI.it indicano che le visite fiscali possono essere disposte sia dall’Inps sia dal datore di lavoro e che i controlli possono essere ripetuti anche più volte nello stesso giorno, sempre nelle fasce indicate. Il lavoratore è tenuto a rimanere reperibile e a non allontanarsi senza giustificato motivo; in caso di cambio di domicilio durante la malattia, è obbligatoria una comunicazione tempestiva all’Inps tramite i servizi online dedicati. In ambito sportivo, ad esempio nel calcio professionistico o dilettantistico, questi obblighi si applicano quando il tesserato ha un rapporto di lavoro subordinato e percepisce indennità di malattia, con particolare attenzione all’idoneità fisica e al recupero.
Controlli rafforzati, esoneri e conseguenze per chi non rispetta le regole
Secondo i dati divulgati da Inps e ripresi da varie testate, nel 2025 sono state effettuate circa 399 mila visite fiscali domiciliari in sei mesi, con un aumento di quasi il 4% rispetto al 2024, e la Legge di Bilancio 2026 punta a incrementare ulteriormente il numero dei controlli Inps. L’Istituto può disporre verifiche d’ufficio durante tutto il periodo di malattia, anche senza una richiesta del datore di lavoro, utilizzando controlli a campione e sistemi automatizzati che incrociano frequenza delle assenze e storico del lavoratore.
Non tutti i lavoratori, però, sono soggetti all’obbligo di reperibilità. Sono previsti esoneri per patologie gravi che richiedono cure salvavita, infortuni sul lavoro, malattie professionali e stati di invalidità pari o superiori al 67%, come ricordano le guide specialistiche. L’esonero dalle fasce non elimina la possibilità di controlli Inps, che possono avvenire anche tramite verifica documentale o accertamenti medici mirati sui certificati di malattia. In caso di mancata presenza alle visite fiscali senza giustificato motivo, il lavoratore rischia la perdita dell’indennità di malattia per l’intero periodo, sanzioni disciplinari fino al licenziamento per giusta causa e possibili contenziosi. In un contesto più ampio di mercato del lavoro, che comprende settori esposti a condizioni climatiche difficili, turni notturni o intense prestazioni fisiche (come edilizia, logistica e sport), il rafforzamento dei controlli Inps mira a tutelare chi è realmente malato e a ridurre gli abusi, preservando la sostenibilità del sistema di welfare.
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