Scoperta l’identità segreta di Banksy: sarebbe un artista nato nel 1973 a Bristol
La Reuters ha svelato l’identità di Banksy, lo street artist britannico più famoso al mondo: si tratta di Robin Gunningham, nato a Bristol nel 1973 e poi noto come David Jones. L’inchiesta si basa su opere in Ucraina, video e testimonianze, confutando altre ipotesi come quella su Robert Del Naja dei Massive Attack. Il mistero che ha alimentato il mito dell’arte urbana potrebbe aver fine.
L’inchiesta di Reuters ha finalmente identificato Banksy come Robin Gunningham, originario di Bristol e nato nel 1973. Questo street artist celebre per i suoi graffiti provocatori ha mantenuto l’anonimato per decenni, alimentando un mito nell’arte contemporanea. Gunningham avrebbe successivamente cambiato nome in David Jones, come emerso da documenti e analisi.
L’inchiesta Reuters su Banksy e le opere in Ucraina
Il reportage “In Search of Banksy“, firmato da Simon Gardner, James Pearson e Blake Morrison, parte dalle opere apparse in Ucraina nel 2022 a Borodyanka e Horenka, confermate dall’Instagram dell’artista. Testimonianze locali e analisi di spostamenti puntano a Gunningham, escludendo Robert Del Naja dei Massive Attack, presente ma con un accompagnatore.
Indizi storici: da Bristol a New York
Già nel 2008 il Mail on Sunday indicava Gunningham, supportato ora da un video del 2000: un arresto a New York con confessione manoscritta. Foto degli anni ’90 a Bristol lo mostrano insegnare graffiti, origine della sua carriera milionaria nell’arte di strada. Nonostante ciò, Banksy non ha confermato e il suo avvocato ha scritto affermando che il suo cliente “non accetta che molti dei dettagli contenuti nell’inchiesta siano corretti”. L’avvocato ha sostenuto che la diffusione di queste informazioni viola la privacy dell’artista, interferisce con il suo lavoro e lo espone a potenziali pericoli. “Lavorare in anonimato serve interessi sociali fondamentali”, ha scritto il legale che lo assiste, spiegando che ciò permette all’artista di “dire la verità contro il potere senza paura di ritorsioni o censura”. La Reuters ha comunque deciso di pubblicare l’inchiesta, secondo noi ingiustamente, ritenendo che l’identità di un artista così conosciuto sia una questione di interesse pubblico.
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