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Primo maggio gelido in Europa orientale: record storici di freddo e brinate diffuse

Una violenta irruzione di aria fredda ha colpito l’Europa orientale all’inizio di maggio, portando temperature eccezionalmente basse e brinate diffuse in pianura, con valori che hanno sfiorato i record storici in Romania, Serbia e Ungheria.

Il mese di maggio ha esordito con condizioni meteorologiche straordinariamente rigide sull’Europa orientale. Una massa d’aria gelida di matrice artica ha invaso il continente intorno al 1° maggio, generando un’ondata di freddo senza precedenti per il periodo . Le temperature record per maggio registrate in diverse località testimoniano l’eccezionalità dell’evento: Arad e Zrenjanin hanno toccato -2,1°C, mentre Kikinda e Ivano-Frankivsk hanno raggiunto -1,7°C, e l’Ungheria ha segnato -3,0°C a Baja .

Un’irruzione artica senza precedenti

La violenta irruzione di aria fredda che ha colpito l’Europa orientale rappresenta il primo di una serie di episodi attesi nel corso del mese . Questa configurazione atmosferica, sostenuta dall’Amplificazione Artica e dal blocco Omega, ha determinato brinate diffuse anche a quote pianeggianti su vaste aree della Russia occidentale, dei Balcani e dell’Europa centrale . Le temperature estremamente basse hanno causato danni significativi all’agricoltura locale, con nevicate in pianura particolarmente intense sulle piane russe .

Contrasti climatici e impatti regionali

Mentre l’Europa orientale subiva questo freddo eccezionale, l’Italia è stata interessata solo marginalmente dall’evento . Nel contempo, altre regioni europee registravano temperature estive, con la Francia che toccava i 30°C e il Nord Italia i 29°C . Questo contrasto marcato evidenzia come il freddo anomalo di maggio abbia interessato prevalentemente il settore centro-orientale del continente, mentre le aree occidentali rimanevano sotto l’influenza di masse d’aria più miti .

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