Siccità in Corea del Nord minaccia raccolti e sicurezza alimentare
La Corea del Nord affronta una grave siccità che colpisce i raccolti essenziali e aggrava la precaria situazione alimentare. I media di Stato hanno lanciato l’allarme, mentre l’Onu segnala infrastrutture deboli e carenze esistenti. L’impatto di questo disastro naturale rischia di essere devastante per milioni di persone.
La Corea del Nord è alle prese con una siccità prolungata che sta mettendo a dura prova l’agricoltura e l’intera economia del paese. I media di Stato, come il quotidiano Rodong Sinmun, hanno dichiarato che la grave siccità minaccia i raccolti essenziali, con il rischio concreto che “non ci sarà più nulla da raccogliere” se le condizioni non migliorano. Questa emergenza climatica si inserisce in un contesto di precaria situazione alimentare cronica, resa più acuta da suoli poveri e distribuzione irregolare delle precipitazioni tipica del clima monsonico temperato del paese.
Province colpite e impatti sui bambini
Le province più duramente colpite dalla siccità in Corea del Nord sono Hwanghae del Nord, Hamgyong del Sud e Hwanghae del Sud, aree chiave per la produzione di colture alimentari di base. Qui, la scarsità di piogge ha limitato l’accesso all’acqua potabile, aumentando i casi di diarrea del 71% a Hwanghae del Nord, del 34% a Hamgyong del Sud e del 140% a Hwanghae del Sud nel primo semestre del 2015. I bambini, già affetti da denutrizione cronica in un quarto dei casi secondo studi del 2012, sono i più vulnerabili, con difese immunitarie deboli che li espongono a malattie trasmesse dall’acqua contaminata. L’Onu ha segnalato che queste carenze esistenti potrebbero portare a un’ondata di denutrizione e mortalità infantile.
Declino della produzione agricola
La siccità ha causato un calo drastico della produzione di risone, alimento base della dieta nordcoreana, scesa del 26% a 1,9 milioni di tonnellate nel 2015 a causa di piogge scarse e mancanza di acqua per l’irrigazione. Anche il mais, secondo raccolto cerealicolo, ha subito danni significativi, mentre solo colture resistenti come la soia hanno visto un aumento del 37%. La Fao stima un fabbisogno di importazioni di cereali pari a 694.000 tonnellate per l’anno commerciale 2015/16, evidenziando come la grave siccità aggravi la dipendenza esterna in un paese con solo il 20% di terreno coltivabile e stagioni brevi . Suoli compattati, salini e poveri di nutrienti limitano ulteriormente i rendimenti, con colture che crescono debolmente nonostante gli sforzi degli agricoltori.
Storia di disastri ricorrenti
La Corea del Nord ha una lunga storia di vulnerabilità a eventi climatici estremi. Negli anni ’90, siccità del 1996-1997 e alluvioni del 1995 distrussero riserve di grano e infrastrutture, contribuendo alla carestia nota come “Marcia Ardua”, con perdite stimate in 1,5 milioni di tonnellate di cibo. Il 70% dell’elettricità proviene da centrali idroelettriche, rese inefficienti dalla siccità, causando blackout diffusi come osservato in immagini satellitari del 2019, quando il paese appariva un “buco nero” di notte. Precipitazioni irregolari – siccità primaverili, inondazioni estive, tifoni autunnali – e topografia montuosa esacerbano il problema.
Infrastrutture deboli e allarme Onu
Le infrastrutture deboli, segnalate dall’Onu, amplificano l’impatto della siccità in Corea del Nord. Risorse idriche pro capite di 3.027 m³/anno non bastano con la gestione inadeguata, mentre la mancanza di carburante e fertilizzanti penalizza l’agricoltura. Agenzie umanitarie temono per dieci milioni di civili a rischio carestia, come nel 2019, quando la peggiore siccità da 37 anni colpì le centrali elettriche. Il governo ha esortato a misure urgenti, ma la precaria situazione alimentare persiste, con il disastro naturale che potrebbe rivelarsi devastante senza aiuti internazionali.
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