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Il 12 agosto ricorre la Giornata mondiale dell’elefante, un evento internazionale dedicato alla conservazione e alla protezione di questo animale

Dal 2012 ogni 12 agosto ricorre la Giornata mondiale dell’elefante, un evento internazionale dedicato alla conservazione e alla protezione di questo animale. Ideata nel 2011 dai cineasti canadesi Patricia Sims e Michael Clark di Canazwest Pictures con Sivaporn Dardarananda, segretario generale della Elephant Reintroduction Foundation in Thailandia, è stata ufficialmente fondata, sostenuta e lanciata da Patricia Sims e dalla Elephant Reintroduction Foundation il 12 agosto del 2012. Da quel momento Patricia Sims continua a guidare, sostenere e dirigere questa ricorrenza che ora è riconosciuta e celebrata da oltre 100 organizzazioni per la fauna selvatica e migliaia di persone in tutto il mondo. Sono molti i gruppi politici e internazionali che stanno lavorando per diffondere consapevolezza soprattutto nei confronti delle popolazioni più vulnerabili.

La Giornata mondiale dell’elefante è un appello affinché le persone sostengano le organizzazioni che stanno lavorando per fermare il bracconaggio illegale, il commercio di avorio, altri prodotti della fauna selvatica, proteggere il loro habitat naturale, fornire santuari e luoghi alternativi affinché quelli domestici possano vivere liberamente” queste le parole di Patricia Sims.

Foto di Stefania Andriola

Esistono 3 specie di elefanti: una in Asia e 2 in Africa (quello di savana e quello di foresta). Tutte e 3 tre le specie sono classificate dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura come a rischio estinzione con l’elefante africano di foresta in pole position, in pericolo critico. Secondo il WWF nel mondo sopravvivono meno di 415000 pachidermi africani e meno di 50000 asiatici. Questi ultimi sono minacciati a livello globale ma sono particolarmente a rischio nel Sud-Est asiatico e in Cina, con una popolazione ridotta a solo 8000-11000 individui distribuiti in 8 Paesi: Cambogia, Cina meridionale, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Thailandia e Vietnam. La perdita e la frammentazione dell’habitat, il conflitto con la specie umana, il bracconaggio e l’isolamento delle piccole popolazioni hanno provocato un forte declino.

Foto di Stefania Andriola

Si stima che solo il bracconaggio porti alla morte di circa 20000 elefanti africani ogni anno per il commercio illegale di avorio, alimentato dalla criminalità organizzata globale e incrementato dalla grande domanda proveniente dai paesi asiatici. Solo negli ultimi 10 anni gli elefanti africani sono diminuiti di oltre il 20%. In 4 Paesi dell’Africa centrale le popolazioni di elefante di foresta sono diminuite di circa il 66% negli ultimi anni. Triste primato per la Riserva del Selous, in Tanzania, dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1982, che vede oltre il 90% di questi animali sterminati negli ultimi 40 anni per l’aumento del bracconaggio. Qui la popolazione è passata da 110000 agli attuali 15200 individui.

Foto di Stefania Andriola

Per fermare questa allarmante perdita e creare una coesistenza sostenibile con l’uomo, il WWF ha lanciato l’Alleanza per gli elefanti asiatici per garantire un futuro dove esseri umani ed animali possano vivere fianco a fianco in modo sostenibile. “Gli elefanti asiatici sono fisicamente grandi e occupano uno spazio enorme anche nell’immaginario culturale e nell’identità della zona. Dobbiamo lavorare per invertire il trend negativo gestendo allo stesso tempo il conflitto derivante dalle interazioni con l’uomo, per permettere alle comunità locali che hanno vissuto al loro fianco di mitigare i contrasti e non soffrire in modo sproporzionato. Abbiamo bisogno gli elefanti diventino degli alleati” queste le parole di Lan Mercado, direttore regionale WWF Asia-Pacifico.


L’obiettivo di queste iniziative è collaborare per replicare modelli di conservazione di successo che vadano a beneficio sia degli elefanti che delle persone. Un esempio è l’approccio dei “paesaggi viventi” sperimentato in Malesia, nel Sabah, dove un’azienda agricola privata collabora con il WWF e il governo locale per garantire la connettività degli habitat e la presenza di abbondanti fonti di cibo per gli elefanti del Borneo. Questo progetto ha come diretta conseguenza una minore perdita di raccolti per le comunità locali, per l’azienda e un miglioramento degli habitat per gli elefanti e gli altri animali selvatici.

Ognuno di noi può dare un piccolo contributo per aiutare il WWF nei progetti di conservazione degli elefanti attraverso un’adozione simbolica, imparando di più su questa straordinaria specie e cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica.

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