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Che colore ha la pioggia?

Potrebbe sembrare strano, ma la pioggia non ha un solo colore: l’atmosfera terrestre è un fluido in continuo movimento, in rotazione con la Terra stessa, e i venti, soprattutto quelli che agiscono alle quote superiori trasportano una quantità enorme di micro-particelle di diversa origine e genere.

Queste micro-particelle, trasportate verso l’alto dai moti ascensionali dell’aria, interagiscono nella formazione delle nubi, in quanto fungono da ottimi nuclei igroscopici di condensazione, agevolando la formazione delle gocce di pioggia…in questo caso colorate.

In meteorologia queste minutissime particelle sono chiamate “nuclei di Aitken”, dal nome dello scienziato che le scoprì. Nel lontano 1880, infatti, Aitken dimostrò che, il vapore acqueo per dare vita alle microscopiche goccioline di acqua liquida che compongono le nubi, da cui poi prenderanno vita le neonate gocce di pioggia, ha bisogno di un substrato, ovvero di un “appoggio” su cui condensare, detto anche pulviscolo atmosferico. Dall’origine di questo substrato dipenderà anche il colore che assumerà la gocciolina primordiale in formazione: ecco, dunque, spiegato perché possiamo osservare piogge variopinte.

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