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Caldo: mortalità del 63% più alta nelle persone di sesso femminile

La regione mediterranea è un hotspot climatico, ovvero una zona nella quale gli effetti del cambiamento climatico sono particolarmente severi. In Europa la crisi climatica viaggia a una velocità doppia rispetto alla media globale come ribadisce l’ultimo rapporto annuale del programma Copernicus: «i cambiamenti climatici stanno imponendo un pesante tributo umano, economico e ambientale in Europa, il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo».

Ondate di calore: evento meteorologico estremo più letale 

Anche se probabilmente la nostra percezione non ce lo suggerirebbe, le ondate di calore sono l’evento meteorologico estremo più letale, più di fulmini, trombe d’aria, alluvioni eccetera. Riprova di ciò arriva anche dall’esito di un nuovo studio pubblicato su Nature Medicine che quantifica la frazione di mortalità attribuibile al caldo durante l’estate 2022 in Europa (ricordiamo che la scorsa estate per l’Europa è stata la più calda dal 1979). L’analisi, condotta dall’ISGlobal in collaborazione con l’Istituto nazionale della salute francese, ha raccolto i dati su temperatura e mortalità riferiti al periodo 2015-2022 per 823 regioni in 35 paesi europei, al fine di stimare i modelli epidemiologici e la mortalità attribuibile alla temperatura.

Il risultato dell’analisi sull’estate 2022 (30 maggio-4 settembre) in Europa ha stimato 61.672 morti attribuibili al caldo. In termini assoluti, il Paese con il maggior numero di decessi attribuibili al caldo durante l’intera estate del 2022 è stato l’Italia, con un totale di 18.010 morti, seguito da Spagna e Germania.

Ad essere più colpite dalle ondate di caldo sono le fasce vulnerabili della popolazione, come specificato anche dal Ministero della Salute che in prossimità delle ondate di calore, pubblica quotidianamente un bollettino nazionale utile ad informarsi correttamente per prevenire i rischi. Lo studio ha stimato infatti un numero di decessi nettamente maggiore tra le persone di età superiore ai 79 anni, ma ha anche analizzato e incrociato il dato anagrafico dell’età con una analisi rispetto al sesso biologico mostrando che: 

  • osservando la popolazione nel suo complesso la mortalità attribuibile al caldo è stata del 63% più alta nelle persone di sesso femminile che in quelle di sesso maschile
  • nelle persone di sesso femminile di età superiore agli 80 anni il tasso di mortalità è del 27% superiore a quelle persone di sesso maschile della stessa fascia di età
  • il tasso di mortalità maschile è superiore del 41% nelle persone di età inferiore ai 65 anni e del 13% in quelle di età compresa tra i 65 e i 79 anni

Il cambiamento climatico corre veloce, i piani di adattamento meno 

Secondo gli studiosi, i decessi legati alle temperature estreme registrati nell’eccezionale estate del 2003, hanno fatto introdurre piani di prevenzione e di adattamento che però anche sulla base dell’analisi appena esposta, si rivelano ancora insufficienti. Le stime del team di ricerca suggeriscono che, in assenza di una risposta più efficace, il continente dovrà affrontare una media di oltre 68.000 morti premature ogni estate entro il 2030 e oltre 94.000 entro il 2040. Il riscaldamento globale corre veloce e va ad impattare sulla salute e sulla vita delle persone, colpendo maggiormente quelle fisicamente più vulnerabili e quelle più povere, ovvero con minori mezzi e possibilità di difendersi dal condizioni climatiche estreme, accrescendo così le diseguaglianze sociali. Ricorrere a piani di adattamento e a misure di mitigazione del cambiamento climatico efficaci significa fare scelte di equità e tutela dei diritti umani perché – ricordiamolo –  il diritto alla salute è un diritto fondamentale ed universale.

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