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Bangladesh e India, lo spettro della crisi climatica nelle ultime inondazioni mortali

Il Bangladesh e l’India nord orientale sono stati travolti da inondazioni e alluvioni devastanti con decine di vittime, sfollati e danni di ogni genere. Secondo gli scienziati, c’è lo zampino del cambiamento climatico alla base di questi violenti fenomeni, legati alla stagione dei monsoni.

Bangladesh ed India alle prese con inondazioni e alluvioni senza precedenti, danni e purtroppo molte vittime

Le agenzie umanitarie in Bangladesh riferiscono che più di 4,3 milioni di persone sono state esposte alle inondazioni che interessano vaste aree del nord-est del paese, per un totale finora accertato di 42 vittime dal 17 maggio. Il Ministero per la gestione e il soccorso dei disastri ha riferito che oltre 90.000 persone sono state evacuate in 650 centri di soccorso nei distretti di Sylhet e Sunamganj. Nel distretto di Sylhet, dove i fiumi sono straripati per ben due volte in poche settimane, si tratta delle peggiori inondazioni in 122 anni.

Nel nord-est dell’India, in particolare nello stato di Assam, si contano oltre 70 vittime. I fiumi sono al di sopra della soglia di pericolo in almeno 13 località dello stato, con il fiume Kopili che ha raggiunto livelli record. Le inondazioni hanno colpito quasi 5 milioni di persone in 32 distretti e costretto oltre 200.000 ad evacuare le loro case. Da maggio nello stato sono morte oltre 80 persone a causa di inondazioni e smottamenti.

Lo spettro del cambiamento climatico nelle inondazioni mortali di India e Bangladesh

Secondo gli scienziati, il cambiamento climatico è uni dei fattori alla base delle inondazioni mortali in India e Bangladesh. Anjal Prakash, direttore della ricerca presso il Bharti Institute of Public Policy dell’India, afferma che il volume delle prime piogge di quest’anno che ha sferzato la regione in poche settimane rende le attuali inondazioni una situazione «senza precedenti». Pur non essendo regioni estranee alle inondazioni, ciò che non convince gli scienziati è la tempistica. Questo tipo di fenomeni, infatti, si verificano solitamente più avanti nell’anno, vale a dire quando le piogge monsoniche sono già ben avviate. Le piogge torrenziali quest’anno hanno sferzato l’area già a marzo.

La crisi climatica ha reso molto più variabile la stagione dei monsoni

Per capire realmente in quale misura abbia inciso il cambiamento climatico potrebbe volerci molto più tempo, ma secondo gli scienziati è assodato che abbia reso la stagione dei monsoni molto più variabile negli ultimi decenni. Ciò significa che gran parte della pioggia che dovrebbe cadere in un anno arriverà nel giro di poche settimane. Il modello dei monsoni, di vitale importanza per le economie agrarie dell’India e del Bangladesh, è cambiato dagli anni ’50 con periodi di siccità più lunghi intervallati da forti piogge, affermano gli esperti. Tant’è vero che finora le inondazioni nel nord-est del Bangladesh erano rare mentre lo stato indiano dell’Assam faceva fronte alle inondazioni nel corso dell’anno durante la consueta stagione dei monsoni. Lo stato indiano nord-orientale di Meghalaya ha ricevuto quasi tre volte la piovosità media di giugno solo nelle prime tre settimane del mese mentre il vicino Assam ha ricevuto il doppio della sua media mensile nello stesso periodo.

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