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Australia, prevista ondata di caldo marino letteralmente fuori scala

Il sud-est dell’Australia si prepara ad affrontare un’ondata di caldo marino letteralmente fuori scala, con la prospettiva di perdite significative nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Secondo le previsioni del Bureau of Meteorology, una zona del Mar di Tasmania al largo della Tasmania e di Victoria potrebbe essere almeno 2,5°C sopra la media da settembre a febbraio e potrebbe anche diventare più calda.

Australia, ondata di caldo marino in vista. L’esperto: “Non possiamo vedere quanto in alto arriva”

L’oceanografo Grant Smith ha affermato che la scala con codice colore utilizzata dall’ufficio per mappare le previsioni sulle anomalie della temperatura della superficie del mare si ferma a 2,5°C. “Non abbiamo tenuto conto di anomalie così elevate quando abbiamo sviluppato questo metodo. Potrebbe essere 3°C, potrebbe essere 3,5°C ma non possiamo vedere quanto in alto arriva”, ha affermato.

L’Australia sud-orientale è uno dei punti maggiormente colpiti dal cambiamento climatico, con le sue acque che si riscaldano circa quattro volte più velocemente della media globale. Nel 2016 la zona ha infatti sperimentato la più lunga ondata di caldo marino della storia, durata appunto circa 250 giorni con effetti profondissimi per la vita marina. Se l’ondata di caldo prevista si schiantasse sulla costa – affermano gli esperti -, potrebbero esserci impatti simili anche questa estate.

Com’è cambiata la vita marina?

Dunque, se da settembre a febbraio dovesse verificarsi un’ondata di caldo marino così impattante, la vita marina nel sud-est dell’Australia potrebbe stravolgersi più di quanto lo sia già. Dopo l’ondata di caldo marino del 2016, infatti, i pescatori di abalone hanno segnalato un aumento della mortalità della specie mentre l’industria dell’allevamento del salmone della Tasmania ha perso stock a causa dell’acqua calda. E ancora, i pesci tropicali si sono spostati e si è verificata un’epidemia tra le ostriche del Pacifico, colpite da un elevato tasso di mortalità.

Con la nuova ondata di caldo prevista, secondo gli esperti ci si potrebbe aspettare di vedere impatti sull’acquacoltura, nuove specie nel sud-est dell’Australia ma anche conseguenze sulle rimanenti foreste di alghe della Tasmania, che hanno già perso circa il 95% del loro areale storico.

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