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Notte di terrore a L’AQUILA per l’INCENDIO

Il rogo, di origine dolosa, divampa da giovedì pomeriggio. Ingente il dispiegamento di uomini e mezzi per contenere la devastazione

La gente, in allarme, si è riversata sulle strade. La paura era paralizzante. È stata una notte di terrore, quella appena trascorsa, a L’Aquila per l’incendio. Il rogo, di origine ormai certamente dolosa, sviluppatosi nei giorni scorsi, sta raggiungendo il centro abitato. Il vento lo spinge verso le case del capoluogo abruzzese. Il fatto che l’incendio abbia un’origine dolosa lo dimostrano i molti inneschi che sono stati trovati. Parliamo di un rogo dalle dimensioni tali da riuscire a devastare in ogni metro quadrato la montagna che si trova di fronte al quartiere di Pettino. Attualmente, il rogo è fuori da ogni possibile controllo. Molti i cittadini che hanno dato la propria disponibilità a sostenere le operazioni di contenimento dell’incendio: purtroppo, però, questo si è rivelato un problema dal punto di vista organizzativo. Le attività di spegnimento dei fuochi sono riprese stamattina alle 6. Impegnati, con canadair ed elicotteri, circa 300 uomini. Ai vigili del fuoco si aggiungono protezione civile, volontari, esercito, forze dell’ordine e polizia locale.

Notte di terrore a L’Aquila per l’incendio. Il rogo divampa ormai da cinque giorni. Richiesto lo stato di emergenza

I primi focolai si sono sviluppati giovedì 30 luglio, nel pomeriggio. Le zone maggiormente colpite risultano quelle del quartiere Pettino e Cansatessa, nonché la frazione di Arischia. Anche in Sardegna, in queste ore, divampano le fiamme. Il Comune de L’Aquila ha chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza alla presidenza del Consiglio dei ministri. Richiesto anche carburante per gli aerei che sorvolano la zona da parte del sindaco Pier Luigi Biondi, che si è rivolto direttamente al dipartimento di Protezione Civile nazionale. “Nel corso della giornata – dice il sindaco – sono stati censiti i residenti delle zone interessate dal perimetro del fuoco. Si tratta di 1800 residenti, ma di questi solo una novantina sono nelle case più vicine al fronte delle fiamme”. Sono circa 30 le famiglie evacuate dalle proprie abitazioni. Da ogni angolo della città è possibile vedere l’incendio. Fumo e odore acre fanno il resto. Il timore è che, nonostante le linee tagliafuoco, il rogo possa raggiungere le zone di Madonna Fore e San Giuliano. Parliamo delle stesse zone che, nel 2007, furono devastate da un altro, terribile incendio.

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