Mediterraneo bollente, mare italiano sempre più caldo
Le acque superficiali di Tirreno e Alto Adriatico mostrano anomalie termiche marcate, riducendo l’effetto mitigatore del mare e alimentando umidità ed energia potenziale per fenomeni meteo estremi.

Nel cuore dell’estate il Mediterraneo caldo sta diventando uno dei segnali più evidenti del cambiamento climatico che interessa i mari italiani. I dati satellitari e le analisi dell’ISPRA indicano un incremento costante della temperatura superficiale del mare in tutti i bacini, con trend annuali che in Adriatico e Mar Ligure superano gli 0,08°C l’anno . Nel Mar Tirreno la temperatura media superficiale ha mostrato una netta crescita negli ultimi dieci anni rispetto alla media del periodo 1961-2016, attestata attorno ai 19°C . Ciò rende sempre più probabile che, in fasi di intensa ondata di calore, le acque di Tirreno e Alto Adriatico possano avvicinarsi alla soglia dei 30°C, valori fino a 4-5°C oltre le medie estive storiche che per l’Adriatico sono intorno ai 24-25°C .
Mare caldo, umidità in aumento e afa sulle coste
Un mare Mediterraneo caldo perde gran parte del suo naturale effetto mitigatore sulle coste: invece di rinfrescare, accentua l’afa durante le ondate di calore, soprattutto lungo le riviere tirreniche e adriatiche . L’innalzamento della temperatura del Tirreno e dell’Adriatico favorisce una più intensa evaporazione. La fisica dell’atmosfera mostra che per ogni grado in più l’aria può contenere circa il 7% di vapore acqueo in più, trasformando il Mediterraneo bollente in un enorme serbatoio di umidità ed energia potenziale. Questo surplus di vapore, combinato con il persistere di mari molto caldi, aumenta la probabilità che il Mediterraneo caldo amplifichi ondate di calore con notti tropicali, minore escursione termica e condizioni più critiche per la salute delle persone nelle aree costiere.
Dalle anomalie termiche ai temporali violenti
Quando un Mediterraneo insolitamente caldo viene investito da aria più fresca in quota, l’energia immagazzinata sotto forma di umidità può funzionare come una vera e propria “benzina” per temporali violenti. Diversi studi sui mari italiani documentano anomalie termiche sempre più frequenti nel Mar Tirreno e nell’Adriatico, con valori superiori alle medie del periodo di riferimento 1961-1990 . Le acque superficiali molto calde favoriscono la formazione di nubi a sviluppo verticale, con piogge intense, nubifragi localizzati, grandinate e raffiche di vento estremo, tipiche delle fasi di forte instabilità sopra un Mediterraneo caldo . In prospettiva, l’accoppiata tra mari surriscaldati e ondate di calore sempre più lunghe rende cruciale il monitoraggio continuo della temperatura superficiale del mare per la previsione di eventi meteo estremi e per la tutela degli ecosistemi marini e delle comunità costiere.
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