Glacier Loss Day in Svizzera, l’allarme precoce dei ghiacciai alpini
Il Glacier Loss Day dei ghiacciai svizzeri è arrivato il 29 giugno, con settimane di anticipo. Un segnale preoccupante del riscaldamento climatico e di nuovi record di fusione dei ghiacci alpini.
Quest’anno il cosiddetto Glacier Loss Day dei ghiacciai svizzeri è stato fissato al 29 giugno, una data insolitamente precoce che indica l’esaurimento completo delle riserve di neve accumulate durante l’inverno. In pratica, i ghiacciai si trovano già ora nelle condizioni in cui dovrebbero trovarsi solo a fine estate, verso la fine di settembre, quando la stagione di fusione volge al termine. Secondo le valutazioni degli esperti, ciò significa che nei prossimi tre mesi la fusione riguarderà direttamente il ghiaccio, formato e compattato nel corso di decenni e secoli, con perdite di massa che si annunciano di nuovo “massicce” nel 2026.
Che cos’è il Glacier Loss Day e perché è così anticipato
Il Glacier Loss Day è il giorno a partire dal quale ogni litro di acqua di fusione provoca una perdita netta di volume del ghiacciaio, perché la neve stagionale è ormai completamente consumata. Negli anni passati questo punto critico cadeva in genere in agosto, ma nel 2026 è arrivato già il 29 giugno, una delle date più precoci mai registrate. Secondo l’ETH di Zurigo, da questo momento in poi “ogni giorno caldo riduce direttamente il volume di ghiaccio”, poiché eventuali residui di neve alle quote più alte sono compensati dalla fusione accelerata nelle zone più basse. La combinazione tra un inverno con accumuli nevosi inferiori alla media e un’ondata di caldo precoce ha reso questo glacier loss day dei ghiacciai svizzeri particolarmente critico, come sottolineato anche dall’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) e da vari centri di ricerca alpina. In questo contesto, parlare di “Glacier Lost Day” significa riconoscere che da fine giugno i ghiacciai entrano in una fase di erosione continua, ben prima del normale termine della stagione estiva.
Ghiacciai svizzeri in rapido ritiro e conseguenze sul clima alpino
Negli ultimi due decenni i ghiacciai svizzeri hanno perso circa 200 chilometri quadrati di superficie, un’area quasi pari al Canton Zugo, tra gli anni estremi 2003 e 2022, a causa di ondate di calore sempre più frequenti e intense. Episodi come il Glacier Loss Day del 29 giugno 2026, definito “secondo più precoce di sempre” da diversi osservatori, confermano il trend di accelerazione della fusione, con ghiacciai come il Gries e il Rodano che registrano diversi metri di perdita di spessore in un solo anno. Il ripetersi di un glacier loss day dei ghiacciai svizzeri così anticipato ha effetti diretti sulla disponibilità di acqua estiva per bacini idroelettrici, agricoltura e ecosistemi alpini, oltre ad aumentare il rischio di frane, valanghe di ghiaccio e instabilità dei versanti. La campagna di comunicazione di istituti di ricerca, ONG e reti come la Geneva Environment Network mira a far comprendere ai cittadini che un nuovo Glacier Loss Day così precoce è un segnale tangibile della crisi climatica in atto, non un’anomalia isolata, rappresenta un monito per l’intero arco alpino e per le politiche climatiche internazionali, ricordando che ogni estate anticipata di fusione mette a rischio ghiaccio formatosi in secoli di storia naturale.
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