Caldo estremo in Italia fino a Ferragosto, ma quando finirà?

L’ondata di calore prosegue con temperature molto elevate e poche variazioni fino al 17 agosto. Tra il 13 e il 20 agosto possibili segnali di attenuazione al Centro-Nord, mentre il Sud resterà più esposto al caldo.
La fase di caldo estremo che sta investendo l’Italia non mostra, al momento, una vera interruzione. Per i prossimi giorni le previsioni meteo indicano valori diffusi tra 37 e 38 gradi, con punte più alte meno probabili e più circoscritte, mentre la ondata di calore potrebbe iniziare a perdere continuità solo nella seconda metà di agosto.
Secondo l’evoluzione descritta, fino al 17 agosto non sono attese svolte sostanziali: il Paese resterà sotto l’influenza di una fase molto calda, con una distribuzione dei valori elevati meno uniforme sia nel tempo sia nello spazio. In alcuni momenti, soprattutto tra Nord-Est e medio Adriatico, tra il 13 e il 15 agosto si potrebbe scendere temporaneamente poco sotto i 35 gradi, ma senza un vero cambiamento di scenario.
Caldo intenso fino a metà agosto
Le previsioni per i prossimi giorni indicano dunque una persistenza del caldo intenso su gran parte della Penisola. L’elemento più rilevante non è tanto un calo termico immediato, quanto una maggiore discontinuità nelle massime: i valori resteranno molto alti, ma con oscillazioni più marcate e qualche pausa relativa nelle aree nord-orientali e adriatiche. Il resto del Paese continuerà a fare i conti con temperature nettamente sopra la media stagionale.
Tra il 18 e il 20 agosto, sempre in base agli ultimi dati disponibili, potrebbe arrivare uno stop più netto all’ondata di calore nelle regioni centro-settentrionali, con i termometri sotto la soglia dei 35 gradi. Al Sud e sulle Isole, invece, il caldo dovrebbe resistere più a lungo, con valori capaci di sfiorare i 40 gradi.
Temporali di calore e assenza di piogge significative
Sul fronte delle previsioni meteo, non si intravedono perturbazioni importanti e per almeno dieci giorni non sono attese precipitazioni significative. Questo quadro aggrava la situazione di siccità estrema al Nord, con un aumento del rischio incendi e una fusione accelerata dei ghiacciai alpini.
Gli unici apporti pluviometrici possibili arriveranno dai consueti temporali di calore, destinati soprattutto alle aree montuose. Martedì gli episodi temporaleschi, pomeridiani o serali, saranno più probabili su Alpi, Prealpi e Appennino centro-settentrionale, con possibili sconfinamenti sporadici verso le pianure del Nord-Ovest, l’Emilia e le aree interne di Toscana e Lazio. Mercoledì lo scenario resterà simile, ma i fenomeni dovrebbero concentrarsi ancora di più sulle aree montuose del Nord, della Penisola e delle Isole maggiori.
Quella ancora in corso è un’ondata di calore non solo eccezionale, ma per molti anche estrema, per la durata, l’intensità raggiunta e le aree geografiche coinvolte. La quarta dell’anno e la terza di un’estate che è molto vicina ad essere “incoronata” la più calda di sempre a livello italiano ed europeo, forse superiore anche a quella del 2003.
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