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Caldo estremo in Italia: dal 17 lieve attenuazione ma anche forti temporali

Le ondate di calore che colpiscono l’Italia sono sempre più frequenti e intense. Tra siccità, alta pressione e nuovi episodi di instabilità, il caldo estremo mostra quanto il clima stia cambiando.

Il quadro scientifico è chiaro: l’accumulo di gas serra derivati soprattutto dalla combustione dei combustibili fossili ha reso più probabili, più brutali e più durature le ondate di calore. Le serie storiche citate da ISPRA e ISTAT mostrano un aumento misurabile, mentre gli scienziati avvertono da decenni sui rischi del riscaldamento globale. In altre parole, il caldo estremo non è un’anomalia isolata, ma un segnale del nuovo regime climatico.

La fase di instabilità tra lunedì 17 e martedì 18

Sul piano meteorologico, l’Italia resterà esposta a un caldo afoso attenuato solo localmente da aria più fresca in arrivo da nordovest. Lunedì 17 una perturbazione sfiorerà il Paese: possibili rovesci e temporali su Friuli Venezia Giulia, Levante Ligure e alta Toscana, con instabilità anche sul Nordest, su Romagna, Marche e zone interne del Centro-Sud, soprattutto in Basilicata. Martedì 18 l’alta pressione tornerà a rafforzarsi, ma resteranno rovesci notturni e locali temporali su Adriatico, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria.

Il Ministero della Salute ricorda che i bollettini sulle ondate di calore vengono aggiornati dal lunedì al venerdì e che le condizioni di livello 3 indicano rischio elevato per almeno tre giorni consecutivi. In un’estate dominata da siccità, caldo estremo e fasi di instabilità, la protezione della salute pubblica resta centrale.

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