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FÖHN ad Aosta…da est!

Il lavoro previsionale del meteorologo è naturalmente fatto di studio dei modelli, delle carte che ti suggeriscono il futuro ma anche di osservazione continua di quanto succede realmente, un’attività che nelle previsioni  a brevissimo termine aiuta  a correggere il tiro. E la natura, l’atmosfera nel caso specifico, è sempre capace di sorprenderti e insegnarti qualcosa di nuovo e inaspettato.

Ed è quello che mi è accaduto il 9 aprile del 2014 durante il servizio di assistenza meteo fornito dal nostro centro  all’aeroporto di Aosta. Le carte da giorni suggerivano una giornata all’insegna del Föhn, il vento che discende impetuoso sul versante meridionale delle Alpi quando tese correnti settentrionali impattano con direzione più o meno perpendicolare la catena alpina. Le carte meteorologiche qui di seguito mostrano in maniera evidente le condizioni  favorevoli all’innesco di venti di caduta: forte gradiente ossia differenza  di pressione tra il nord e il sud della catena alpina, tese correnti nord-occidentali in quota (i 500 hPa corrispondono a quote intorno ai 5500 metri), l’aria più fredda a nord delle Alpi che si riscalda nella discesa verso la Val Padana guadagnando anche qualche grado (a 850 hPa, circa 1500 m di quota, notiamo un 3-4 gradi in più tra i due versanti delle Alpi).

E infatti il Föhn era in atto già dal mattino del giorno precedente come si può vedere anche dal grafico della stazione meteorologica dell’aeroporto di Aosta:

La direzione di provenienza del vento (sotto) per diverse ore oscilla tra i 250 a i 290 gradi, calcolati in senso orario a partire dal nord. Ossia il vento soffia da ovest-nordovest e con intensità media fino ai 12-14 nodi ma con raffiche anche superiori (sopra). Ed è proprio quello che ci si attende in condizioni di Föhn. L’aria fredda e pesante che tracima oltre le creste alpine infatti discende seguendo il percorso delle vallate. E’ un po’ come se vari “ruscelli d’aria” dapprima seguissero le valli minori per poi confluire nella valle principale della regione che ha appunto una disposizione geografica est-ovest. Ad Aosta il Föhn in discesa lungo la valle si presenta quindi di norma come un vento occidentale.
Dopo di che nelle ultime ore della mattinata accade quello che non ti aspetti, come evidenziato con il cerchio rosso.  Il vento da un momento all’altro si dispone da est senza un calo dell’intensità, ma veramente in modo improvviso, a “palla di cannone” come si è abituati a vedere in tanti esordi del Föhn. E così rimane per quasi un paio d’ore, con direttrice 90-100 gradi e intensità media fino ai 13 nodi.
Poi di nuovo, ancora una volta in modo repentino, ritornano i venti di caduta “classici”, questa volta però con direttrice da nordovest (310-320 gradi), maggiore intensità e impetuosità con raffiche fino a 25-27 nodi.
In tutto ciò, come si può vedere dagli ulteriori grafici sottostanti (cerchi rossi),  la pressione durante la fase di vento da est non ha avuto sbalzi, la temperatura ha perso temporaneamente 3 gradi prima di ricominciare a salire e l’umidità è temporaneamente salita di un 10% ma sempre in un contesto di aria secca (tra il 20 e il 30%).

E non si trattava di un malfunzionamento della stazione meteorologica. Altre stazioni limitrofe mostravano andamenti analoghi e anche l’operatore della torre dell’aeroporto di Aosta confermava l’esistenza degli improvvisi e intensi venti da est con gli alianti in volo in quel momento che avevano virato di 180 gradi per mantenersi in volo.

Come spiegare l’accaduto?

Innanzitutto non poteva trattarsi di un vento di origine termica, ossia della brezza di valle perché non aveva minimamente le caratteristiche di questo tipo di vento. Era infatti iniziato in modo troppo improvviso, senza la “normale” gradualità dei venti di brezza e con intensità di 12-13 nodi che per le brezze del mese di aprile sono consone solo nel pomeriggio, almeno un paio di ore dopo.
Invece con tutta probabilità si è trattato sempre di Föhn che temporaneamente si è incanalato nella porzione di valle intorno ad Aosta con direzione opposta a quella che si è soliti osservare.  Per una qualche ragione dinamica legata alle correnti in quota la spinta oltralpe che innesca lo scavalcamento avrebbe ridotto il gradiente di pressione nel settore più occidentale della regione con il Föhn “occidentale” che si fermava, stando ai dati delle altre stazioni meteorologiche della regione, poco oltre Morgex verso il Monte Bianco. Nel contempo la spinta oltralpe nel settore più orientale, indicativamente a est del Gran San Bernardo, andava intensificandosi alimentando forti venti di caduta nelle valli a est di Aosta, come quella di Cervinia. Questi “ruscelli d’aria” più orientali, temporaneamente più intensi, una volta sfociati nella valle principale che non ha dislivelli accentuati sono stati in grado di incanalarsi sia verso la Val Padana che verso monte in direzione di Aosta generando per un paio di ore il vento da est osservato. Successivamente, quando questa intensa “tracimazione” da nord è andata a interessare anche la Valpelline (sotto indicata nel cerchio rosso) e l’ha percorsa in tutta la sua lunghezza il vento di Föhn ad Aosta si sarebbe ripresentato con direzione da nordovest. Infatti l’imbocco della Valpelline è proprio a nord della città di Aosta e leggermente più a ovest dell’aeroporto.

L’episodio in definitiva è da ricondurre  a un gioco di diversa intensità con cui le correnti hanno alimentato nel corso della giornata i “ruscelli d’aria” in discesa nelle valli secondarie della Valle d’Aosta. Per un paio d’ore hanno prevalso i “ruscelli” delle valli più orientali rispetto ad Aosta con il vento che nei pressi del capoluogo ha risalito la valle verso monte.

Quindi, se qualcuno vi dicesse un giorno che ad Aosta sta soffiando un Föhn da est, non meravigliatevi… è insolito ma possibile.

 

 

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