Napoli, forte terremoto ai Campi Flegrei: paura, danni e feriti
Una scossa di magnitudo 4.7 ha colpito i Campi Flegrei ieri sera, facendo tremare Napoli e l’area flegrea. Il sisma, il più forte degli ultimi 40 anni nella zona, ha provocato danni agli edifici e diversi feriti lievi, riaccendendo l’attenzione sui rischi sismici e vulcanici nell’area metropolitana.
La serata di venerdì 31 luglio 2026 resterà impressa nella memoria di Napoli e dei suoi cittadini per il terremoto ai Campi Flegrei registrato alle 19:46, una scossa di magnitudo Md 4.7, con ipocentro a circa 3 km di profondità tra Pozzuoli e Quarto, localizzata dalla Sala Operativa INGV-Osservatorio Vesuviano di Napoli. Il sisma ai Campi Flegrei è stato avvertito nettamente in tutta la città, nell’area flegrea, a Ischia e lungo la penisola sorrentina, con intensità fino al VI grado della scala MCS . Secondo le prime ricostruzioni, si tratta del terremoto ai Campi Flegrei più forte degli ultimi quarant’anni, da quando è attivo il monitoraggio strumentale continuo dell’area vulcanica . La scossa principale è stata seguita da uno sciame sismico con almeno dieci eventi, e in serata si è registrato un ulteriore terremoto a Napoli e Campi Flegrei di magnitudo 3.8 alle ore 22:00, sempre a circa 3 km di profondità, avvertito dalla popolazione.
La scossa del 31 luglio e lo sciame sismico in area flegrea
Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il terremoto ai Campi Flegrei del 31 luglio 2026 ha avuto magnitudo Md 4.7, con coordinate 40.8315N, 14.1402E e profondità di 3 km . L’epicentro è stato individuato nell’area della Solfatara di Pozzuoli, cuore del distretto vulcanico flegreo . La scossa è stata percepita chiaramente in numerosi quartieri di Napoli, nei comuni dell’hinterland e sulle isole, generando forte panico tra residenti e turisti . L’Osservatorio Vesuviano ha segnalato che la scossa rientra in una fase di sciame sismico ai Campi Flegrei, con almeno dieci eventi registrati sopra magnitudo 0 nel corso della giornata . Oltre al terremoto principale, la Sala Operativa INGV-OV di Napoli ha riportato una successiva scossa di magnitudo 3.8 alle ore 22:00, sempre nella zona dei Campi Flegrei, con epicentro poco distante e caratteristiche simili. Nelle ore precedenti, si erano già registrati eventi minori, come una scossa “micro” di magnitudo 1.7 alle 4:23, non avvertita dalla popolazione. Questi episodi confermano la persistenza di attività sismica nell’area vulcanica, monitorata da anni per il fenomeno del bradisismo e per il potenziale impatto sul territorio metropolitano di Napoli.
Danni, feriti e timori in una città ad alta densità urbana
Gli effetti del terremoto ai Campi Flegrei si sono tradotti in danni diffusi, soprattutto tra Pozzuoli e l’hinterland di Napoli. Diversi edifici hanno riportato lesioni, caduta di intonaci e solai, con crolli di costoni di roccia e distacchi di calcinacci da case e chiese nella zona flegrea. La Protezione Civile nazionale ha riferito il crollo di alcuni edifici disabitati e il cedimento parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, con conseguenti disagi alla rete elettrica tra Napoli e Pozzuoli. Secondo le prime stime circolate tra fonti istituzionali e media, si registrano almeno una decina di feriti lievi, con alcune persone trasportate in codice giallo nei pronto soccorso dell’area. Alcuni aggiornamenti parlano complessivamente di 21 feriti, di cui due in condizioni più serie, ma senza vittime. In una città densamente popolata e con grande valore storico, ambientale e sportivo come Napoli, il terremoto di ieri sera ai Campi Flegrei riaccende il dibattito sulla sicurezza del territorio, sull’adeguamento sismico degli edifici e sulla gestione del rischio in un contesto dominato da fenomeni naturali complessi. Mentre tecnici e geofisici continuano il monitoraggio, i cittadini seguono con apprensione gli aggiornamenti, consapevoli che l’area flegrea resta uno dei sistemi vulcano-sismici più sorvegliati d’Europa, al centro non solo delle cronache di ambiente e clima, ma anche della vita sociale, economica e sportiva di Napoli.
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