Morto Raffaele Costa, addio all’ex ministro liberale piemontese
Si è spento a 90 anni Raffaele Costa, figura di primo piano del liberalismo italiano e per decenni protagonista della vita istituzionale tra Roma, Bruxelles e il Piemonte.
È morto il politico Raffaele Costa, avvocato, giornalista ed esponente storico del Partito Liberale Italiano, scomparso a Mondovì l’11 settembre 2026 all’età di 90 anni. La notizia della morte di Raffaele Costa ha suscitato cordoglio nel mondo politico, che lo ha ricordato come un uomo delle istituzioni, legato alla sua terra e alla tradizione liberale piemontese.
Una lunga carriera tra Parlamento e governo
Raffaele Costa morto all’età di 90 anni lascia il ricordo di una carriera articolata, durata quasi quarant’anni. Nato a Mondovì l’8 settembre 1936, fu deputato per tre decenni, europarlamentare, presidente della Provincia di Cuneo e più volte membro del governo, con incarichi di ministro e sottosegretario. La sua attività politica fu segnata da una forte impronta liberale e da un costante impegno contro la burocrazia e gli sprechi, temi che lo resero riconoscibile anche oltre i confini del suo collegio elettorale.
Secondo le ricostruzioni pubblicate all’indomani della scomparsa di Raffaele Costa, l’ex ministro era malato da tempo e negli ultimi anni si era progressivamente allontanato dalla vita pubblica. La notizia del decesso di Raffaele Costa è arrivata a pochi giorni dal suo novantesimo compleanno, compiuto l’8 settembre, ed è stata diffusa con toni di rispetto trasversale da testate nazionali e regionali.
Il cordoglio della politica e l’eredità pubblica
Il morto il politico Raffaele Costa ha riaperto il ricordo di una stagione della politica italiana in cui la presenza parlamentare era spesso accompagnata da una forte identità culturale. Diversi esponenti istituzionali hanno sottolineato il suo profilo di liberale rigoroso e la sua capacità di interpretare i problemi della pubblica amministrazione con anticipo rispetto al dibattito successivo. Anche il Senato ha richiamato la sua figura come quella di un parlamentare di lunga data, con una coerenza politica sviluppata nel tempo.
Le cronache locali hanno riferito che per Costa sono stati predisposti i funerali di Stato e che l’ultimo saluto si sarebbe tenuto a Mondovì, nella cattedrale di San Donato, con una cerimonia che avrebbe coinvolto la città natale e il territorio cuneese. Nel racconto della morte di Raffaele Costa emerge così non solo la fine di una biografia politica importante, ma anche la chiusura di un capitolo della storia liberale italiana, legato a una stagione in cui il rapporto tra istituzioni e rappresentanza territoriale aveva un peso decisivo.
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