Grand Canyon, inondazione lampo: almeno 15 dispersi e una vittima
Soccorritori al lavoro nel Grand Canyon National Park dopo una violenta inondazione lampo che ha causato evacuazioni, danni alla rete idrica e nuovi allarmi meteo.
Un’inondazione lampo ha colpito il Grand Canyon National Park in Arizona, lasciando almeno 15 persone disperse e provocando una vittima. L’emergenza si è sviluppata tra Bright Angel Canyon e Phantom Ranch, dove il personale del parco e il dipartimento di pubblica sicurezza dell’Arizona hanno evacuato 62 persone entro domenica mattina.
Secondo le autorità, l’alluvione lampo ha trascinato grossi massi nel fiume Colorado e ha danneggiato la Transcanyon Waterline, l’unica conduttura idrica che serve l’area e garantisce acqua a milioni di visitatori ogni anno e a circa 1.600 residenti. La situazione ha imposto nuove restrizioni e la chiusura di diverse strutture, mentre nella zona restano possibili ulteriori piogge e temporali.
Alluvione lampo nel Gran Canyon National Park: ricerche ed evacuazioni
Il National Park Service ha riferito che l’evento estremo è iniziato nel pomeriggio di sabato nella zona del Bright Angel Canyon, costringendo i soccorritori a mettere in sicurezza escursionisti e campeggiatori nel settore di Phantom Ranch. In un primo momento il numero delle persone non rintracciate era superiore, poi le verifiche hanno ridotto la stima a circa 15 dispersi o non ancora identificati, mentre i team di recupero hanno intensificato le operazioni di ricerca.
Le autorità hanno confermato anche il ritrovamento di un uomo morto, recuperato nei pressi di Crystal Rapids lungo il fiume Colorado. Le aree di Phantom Ranch, del Bright Angel Campground e del North Kaibab Trail restano chiuse fino a nuovo ordine, con accessi limitati e monitoraggio continuo delle condizioni del terreno.
Danni alla rete idrica e nuovi allarmi meteo
L’inondazione lampo ha avuto conseguenze pesanti anche sulle infrastrutture del parco. Il Grand Canyon National Park ha comunicato che la Transcanyon Waterline è fuori servizio, con ripercussioni dirette sulla fornitura d’acqua e sull’uso delle strutture ricettive nell’area sud. Il parco ha avviato misure di risparmio idrico e restrizioni operative per gestire le riserve residue.
Il contesto resta instabile: le autorità meteo indicano la possibilità di ulteriori piogge e temporali nella giornata odierna, un elemento che complica il lavoro dei soccorritori e aumenta il rischio di nuove inondazioni nelle gole e nei torrenti laterali. Nel frattempo, il Grand Canyon resta sotto stretta sorveglianza, mentre proseguono le verifiche sui dispersi e sui danni causati dalla piena improvvisa.
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