Roghi e record di caldo in Europa: l’estate estrema alimenta gli incendi
Tra ondate di calore, record termici e roghi in più Paesi, l’Europa affronta una fase critica. Dalla Spagna alla Francia, dalla Germania al Regno Unito, gli incendi boschivi mostrano quanto il rischio resti alto.
L’Europa sta vivendo una fase di caldo estremo che, in più aree del continente, sta favorendo anche la crescita degli incendi boschivi. Nelle ultime ore si sono moltiplicati i record di temperatura, soprattutto tra Europa centro-orientale, Penisola iberica e Alpi, mentre i roghi hanno colpito in modo significativo Spagna, Regno Unito e Turchia.
Record termici e allerta rossa in mezza Europa
Secondo le informazioni fornite, l’allerta rossa per ondata di calore coinvolge molti settori di Polonia, Repubblica Ceca e gran parte dei Balcani, con valori eccezionali anche in Francia, Germania, Svizzera, Austria e Danimarca. Tra i dati più rilevanti figurano i quasi 43°C in Catalogna e Navarra, i 40,5°C toccati in Germania e i 39,7°C misurati a Basilea/Binningen, valore che eguaglia il record assoluto svizzero.
In Francia, la giornata del 30 luglio è stata descritta come eccezionale, con decine di record e quasi 200 record in due giorni. In Spagna, oltre ai picchi di quasi 43°C, sono stati segnalati record mensili a Pamplona e Calamocha; in Austria, diversi osservatori hanno registrato valori pari o vicini ai massimi assoluti, da St. Pölten a Kufstein.
Roghi in Spagna, Regno Unito e Turchia
Il fronte più delicato resta quello degli incendi in Europa, aggravati da siccità, vento e bassa umidità. In Spagna, nuovi focolai sono divampati nelle province di Zamora e León durante la quarta ondata di calore dell’estate: oltre 1.000 persone sono state evacuate nell’area del parco naturale Arribes del Duero e più di 300 hanno lasciato le case nel nord di León.
Nel Regno Unito, un incendio boschivo sulla costa del Suffolk ha bruciato almeno 150 ettari, crescendo del 50% nell’arco della giornata. Le autorità locali hanno schierato 120 vigili del fuoco e rinforzi arrivati da Londra; per precauzione è stata posta in alta sorveglianza la centrale nucleare di Sizewell B, vicina all’area colpita.
Anche in Turchia i roghi hanno richiesto evacuazioni e un massiccio intervento dei soccorritori. Il ministero delle Foreste ha parlato di decine di incendi divampati nel corso della settimana, con il fuoco alimentato da venti forti e umidità molto bassa.
Un rischio sempre più esteso nel continente
Le istituzioni europee avvertono che la capacità di risposta sta faticando a tenere il passo con la crescita degli incendi forestali. Nel 2025 la superficie bruciata nell’Unione europea ha superato il milione di ettari, il dato più alto mai registrato, mentre il meccanismo unionale di protezione civile è stato attivato più spesso che in passato.
Copernicus e il Centro comune di ricerca della Commissione europea collegano l’aumento del pericolo di incendi boschivi a estati più calde e secche nel Mediterraneo e in vaste aree dell’Europa. La combinazione di ondata di calore, vegetazione disidratata e condizioni ventose rende più probabile sia l’innesco sia la rapida propagazione delle fiamme.
In questo quadro, l’emergenza incendi non riguarda più soltanto il Sud Europa. Le temperature record e i roghi simultanei in più Paesi mostrano una vulnerabilità ormai continentale, con conseguenze su evacuazioni, aree protette, infrastrutture e sicurezza civile.
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