Crisi idrica in Piemonte, richiesti maggiori rilasci d’acqua da Valle d’Aosta e Canton Ticino

La grave siccità che colpisce il Nord-Ovest costringe il Piemonte a chiedere supporto idrico alla Valle d’Aosta e al Canton Ticino, per salvaguardare agricoltura e forniture potabili. Temperature elevate e scarsità di piogge aggravano una crisi dell’acqua ormai strutturale.
Il Piemonte sta affrontando una delle più severe crisi idriche degli ultimi anni, con ripercussioni pesanti su agricoltura, fiumi e rifornimenti potabili. Il presidente regionale Alberto Cirio ha avviato un confronto con la Regione Valle d’Aosta e il Canton Ticino per ottenere un aumento dei rilasci d’acqua verso il territorio piemontese, soprattutto a uso irriguo . La richiesta si inserisce in un quadro di siccità prolungata che interessa buona parte del Nord Italia, dove il livello dei corsi d’acqua, dal Po al Ticino, è ai minimi storici .
Emergenza siccità e misure straordinarie della Regione Piemonte
Secondo la Regione Piemonte, la combinazione di alte temperature, assenza di piogge significative e scarso innevamento invernale ha generato una grave emergenza idrica, con danni già evidenti alle colture agricole . Cirio ha riunito il Tavolo per la crisi dell’acqua e sta predisponendo la richiesta di stato di emergenza per l’intero territorio e di calamità naturale per il settore agricolo . Già un centinaio di Comuni piemontesi hanno emanato ordinanze per limitare l’uso dell’acqua potabile, con divieti su irrigazione di giardini, riempimento di piscine e utilizzo non essenziale, mentre in alcune zone montane si ricorre alle autobotti . In parallelo, si valuta il maggior utilizzo delle acque dei bacini idroelettrici e dei grandi laghi condivisi con la Svizzera, come il Lago Maggiore, per sostenere l’irrigazione .
Ruolo di Valle d’Aosta e Canton Ticino nella gestione delle risorse idriche
La collaborazione con Valle d’Aosta e Canton Ticino è centrale in questa fase, perché dai bacini alpini e transfrontalieri dipende una parte rilevante della fornitura di acqua verso il Piemonte . Cirio ha sottolineato l’urgenza di aumentare i flussi destinati all’uso agricolo, in coordinamento con le autorità svizzere e valdostane . Associazioni ambientaliste come Legambiente richiamano però l’attenzione sul rispetto del deflusso minimo vitale dei fiumi, già in sofferenza in molte aree piemontesi . La sfida è bilanciare l’esigenza di sostenere l’<strong’agricoltura piemontese e la sicurezza idropotabile con la tutela degli ecosistemi fluviali, in un contesto di cambiamento climatico che rende le crisi di siccità sempre più frequenti e intense . La situazione viene monitorata giorno per giorno, in attesa di un cambio di scenario nelle condizioni meteorologiche, che al momento resta incerto .
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