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Tifone Bavi in Cina: evacuazioni di massa e piogge estreme

Il tifone Bavi, tra i cicloni più intensi dell’anno nel Pacifico occidentale, ha colpito la Cina orientale con venti violenti e piogge torrenziali, causando centinaia di migliaia di evacuati e gravi inondazioni. Le autorità avvertono che le precipitazioni estreme proseguiranno per giorni mentre la tempesta punta verso il nord del Paese.

Il tifone Bavi è stato classificato dalle autorità cinesi come uno dei sistemi tropicali più potenti a colpire la Cina continentale nel 2026, dopo essere stato in precedenza un super tifone di categoria 5 nel Pacifico occidentale. La tempesta ha toccato terra nella provincia orientale dello Zhejiang, accompagnata da venti fino a 180 km/h e da piogge torrenziali che hanno innescato inondazioni diffuse e frane.

Secondo il Centro Meteorologico Nazionale della Cina, Bavi è stato rapidamente declassato a tempesta tropicale, ma la sua vasta circolazione – estesa su un’area paragonata alla superficie della Francia – ha continuato ad attirare enormi quantità di umidità tropicale verso l’entroterra. Migliaia di voli sono stati cancellati e le autorità hanno disposto evacuazioni di massa in numerose province costiere e interne per ridurre l’esposizione al rischio di alluvioni e mareggiate .

Formazione, traiettoria e caratteristiche meteorologiche di Bavi

Il tifone Bavi si è sviluppato sul Pacifico occidentale ormai 13 giorni fa, alimentato da temperature eccezionalmente elevate della superficie oceanica che hanno favorito una rapida intensificazione fino a super tifone di categoria 5, con venti stimati tra 285 e 290 km/h nel suo picco di potenza. La struttura compatta e simmetrica, con un occhio ben definito, ha permesso al ciclone di mantenere un nucleo caldo molto efficiente, conservando gran parte dell’umidità anche durante l’avvicinamento alla terraferma.

Dopo aver colpito le Isole Marianne e Guam, Bavi ha proseguito verso nord-ovest in direzione di Taiwan, del Fujian e dello Zhejiang, dove le autorità locali e i consolati stranieri hanno diffuso allerte su possibili inondazioni, frane e difficoltà nei trasporti. Una volta entrato in Cina, il tifone ha iniziato la sua transizione verso ciclone extratropicale, spostandosi da Zhejiang verso Anhui e poi curvando verso nord-est in direzione del Mar Giallo, ma continuando a generare forti precipitazioni e mareggiate lungo il suo percorso. La persistenza del sistema, con un campo di pioggia molto esteso, ha reso Bavi uno dei cicloni più longevi dell’area Asia-Pacifico dell’anno, mantenendo per giorni condizioni di maltempo severo su vaste regioni della Cina orientale e nord-orientale.

Inondazioni, evacuazioni e impatti sulla popolazione

Le piogge torrenziali portate da Bavi hanno provocato inondazioni lampo, straripamenti di fiumi e allagamenti urbani in numerose province, tra cui Zhejiang, Fujian, Jiangxi, Anhui e Jiangsu, con estensione progressiva verso la Cina nord-orientale. In vista dell’arrivo della tempesta, oltre 900.000 persone erano già state evacuate da aree costiere vulnerabili, come confermato dai media statali e dalle autorità di Wenzhou; i numeri complessivi di sfollati hanno successivamente superato la soglia dei milioni nelle province più esposte, con vaste operazioni di protezione civile e chiusura preventiva di infrastrutture critiche.

L’abbondante umidità trasportata da Bavi ha alimentato giornate di piogge estreme, con accumuli tali da causare frane, blackout, danni alle abitazioni e alle colture agricole, mentre il vento ha abbattuto alberi e linee elettriche. Le autorità meteorologiche cinesi avvertono che, pur essendo ormai una tempesta tropicale indebolita, il tifone Bavi continuerà a rappresentare un pericolo a causa del flusso costante di aria calda e umida verso il nord del Paese, con ulteriori precipitazioni intense attese anche sulle province nord-orientali e sull’area della penisola coreana nei prossimi giorni.

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