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Caldo estremo in Europa: record storici, allerta rossa e impatti sulla popolazione

Una storica ondata di caldo in Europa sta infrangendo record di temperatura da Francia a Germania, dai Balcani ai Paesi baltici, con allerta rossa, decessi in eccesso e città trasformate in fornaci. Il caldo record evidenzia il legame sempre più stretto tra clima estremo, salute pubblica e cambiamento climatico.

Il caldo estremo in Europa di fine giugno ha assunto caratteristiche eccezionali, con allerta rossa attiva in numerose Paesi e città e un susseguirsi di record storici di temperatura dall’Europa occidentale fino all’Ucraina. In Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Slovacchia e nei Balcani, la mappa delle allerte è dominata dal bollino rosso, mentre le autorità sanitarie francesi segnalano 1.000 decessi in eccesso legati all’ondata di calore in corso. Secondo analisi recenti, questa ondata di caldo record in Europa è stata aggravata fino a 4 °C dal cambiamento climatico di origine antropica, che rende questi eventi più intensi e frequenti rispetto al passato.

Europa nella morsa del caldo: allerte rosse e temperature senza precedenti

L’ondata di caldo estremo in Europa si è sviluppata sotto una vasta cupola anticiclonica che ha intrappolato masse d’aria rovente, portando le temperature fino a 40 °C e oltre tra Francia, Europa centrale e parte dell’Europa orientale. In diversi Paesi, i servizi meteorologici hanno attivato l’allerta rossa per caldo, il livello più elevato di rischio: in Francia interessando vari dipartimenti, in gran parte della Polonia, in Repubblica Ceca, in alcune zone di Germania e Svizzera e in molti Stati dei Balcani, dove la combinazione di temperature estreme e umidità sta mettendo sotto pressione sistemi sanitari e infrastrutture.

Secondo stime diffuse negli ultimi giorni, l’attuale fase di caldo estremo in Europa potrebbe interessare oltre 190 milioni di persone con temperature superiori ai 35 °C e più di 400 milioni con massime oltre i 30 °C, confermando la portata continentale di questa ondata di calore. Le analisi ClimaMeter e World Weather Attribution mostrano che, rispetto a configurazioni atmosferiche analoghe nella seconda metà del Novecento, il cambiamento climatico ha aggiunto tra 2 e 4 °C alle temperature osservate, con incrementi stimati di circa 2,4 °C a Parigi, quasi 4 °C a Milano e fino a 4 °C in alcune città della Spagna. In Francia, l’agenzia per la salute pubblica ha già segnalato circa 1.000 morti in eccesso legate all’intensa fase di caldo record, mentre uno studio citato dall’Economist sulle precedenti ondate indica che eventi simili possono causare fino a 12.000 decessi in soli tre giorni in Europa.

La Polonia è diventata uno dei simboli del caldo storico in Europa: domenica 28 giugno Slubice ha registrato 40,5 °C, superando un record nazionale che resisteva da 105 anni e segnando la giornata più calda mai misurata nel Paese. Varsavia ha battuto il proprio primato cittadino, toccando 37,6 °C nel pomeriggio, mentre il bollino rosso per le temperature estreme ha coperto una larga parte del territorio nazionale. In Repubblica Ceca, il caldo eccezionale ha portato a 42 °C con 41,9 °C a Doksany, nuovo record nazionale, e 39,7 °C alla storica stazione di Praga Klementinum, in una città dove i vigili del fuoco hanno dovuto usare autopompe per rinfrescare turisti e residenti nel centro storico.

Nell’Europa centro–orientale, l’ondata di caldo ha prodotto una raffica di record di temperatura: in Slovacchia Bratislava ha registrato 39,5 °C, la giornata di giugno più calda di sempre e anche record assoluto di tutti i tempi, mentre la minima di 26,3 °C ha segnato la notte di giugno più calda mai osservata nel Paese. In Ungheria, Budakalász ha toccato 40,7 °C, il giorno di giugno più caldo della storia nazionale, con massime di 39,7 °C a Budapest, 38,0 °C a Debrecen, 38,9 °C a Szeged e 37,0 °C a Szombathely, e la possibilità di picchi fino a 42 °C nei giorni successivi. Per la prima volta Vienna ha raggiunto i 40 °C, accompagnata da numerosi record storici in tutta l’Austria, mentre la Svizzera ha visto Basilea/Binningen salire a 39 °C, record di giugno per il Paese secondo MeteoSwiss.

Paesi baltici, Ucraina e Germania: il caldo estremo avanza verso est

Il caldo in Europa non si è limitato all’area centro–occidentale, ma si è rapidamente propagato verso est, investendo Paesi baltici, Bielorussia e Ucraina con un’ondata di caldo storico per il mese di giugno. A Brest, in Bielorussia, la temperatura ha raggiunto 37,6 °C, la giornata di giugno più calda mai registrata e record assoluto per la città, mentre a Pinsk i 36,1 °C hanno segnato un nuovo record mensile. In Lituania, la cittadina di Druskininkai ha toccato 36,3 °C, insignita come giornata di giugno più calda nella storia del Paese, superando il precedente primato di 35,7 °C.

In Ucraina, diverse località – tra cui Volodymyr, Rivne, Užhorod, Černivci, Leopoli e Ivano-Frankivs’k – hanno infranto i rispettivi record di temperatura, mentre Kiev si prepara a raggiungere i 34 °C, con la popolazione che cerca sollievo lungo le rive del Dnipro nonostante il contesto di guerra e le difficoltà di spostamento all’estero. La scena di famiglie, ciclisti e bagnanti sulle spiagge di Trukhaniv Island racconta come il caldo estremo stia cambiando le abitudini quotidiane anche nelle città in conflitto, costringendo i residenti a cercare refrigerio in luoghi che garantiscano sia accesso all’acqua che vicinanza ai rifugi.

La Germania è tra i Paesi più colpiti da questa ondata di caldo record: per la terza volta di fila ha registrato la giornata più calda della sua storia, con 41,7 °C a Neißemünde-Coschen e centinaia di record infranti, inclusi i 40 °C raggiunti da grandi città come Berlino, Cottbus e Dresda. Ancora più significativo è il dato notturno di Kubschütz, dove una minima di 29,4 °C rappresenta la notte più calda mai registrata al mondo sopra i 50° di latitudine, un primato che sottolinea quanto il caldo estremo in Europa non riguardi solo le massime diurne ma anche la persistenza del calore nelle ore notturne, con gravi conseguenze per la salute e per la capacità del corpo umano di recuperare.

Gli scienziati evidenziano come l’attuale caldo record in Europa rientri in un quadro più ampio di intensificazione delle ondate di calore dovuta alle emissioni di gas serra. Secondo i rapporti WWA e ClimaMeter, l’evento di giugno 2026 è la più intensa ondata di caldo mai registrata nell’area studiata, con temperature tra 5 e 12 °C sopra le medie stagionali in Francia, Germania, Italia, Spagna e Inghilterra meridionale e con molte capitali europee che sperimentano non solo i tre giorni di giugno più caldi dal 1950, ma in alcuni casi il periodo più caldo in assoluto. Il caldo estremo in Europa, che oggi impone bollino rosso su larga scala, viene così interpretato come un segnale tangibile di un clima che cambia: un fenomeno che non riguarda più solo il futuro, ma che sta già ridisegnando estati, città e sistemi sanitari del continente.

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