Caldo estremo in Francia: 23 giugno giornata più rovente di sempre, 40 vittime per annegamento
La Francia ieri, martedì 23 giugno, ha vissuto la sua giornata più calda da quando esistono le rilevazioni, con un’ondata di calore eccezionale e decine di vittime per annegamento tra chi cercava sollievo in fiumi e canali.
La Francia è sprofondata in una ondata di caldo senza precedenti, con quella che Météo-France ha definito la giornata più calda mai registrata a livello nazionale dall’inizio delle rilevazioni nel 1947, ovvero martedì 23 giugno. Secondo i dati diffusi dai servizi meteorologici, l’indicatore termico nazionale – che sintetizza le temperature diurne e notturne misurate in 30 stazioni di riferimento – ha raggiunto valori record, superando il picco di 29,4 °C registrato il 25 luglio 2019 e durante l’ondata del 5 agosto 2003. L’episodio rientra in una fase di caldo record in Francia e in buona parte d’Europa, con massime prossime o superiori ai 40 °C su vaste aree.
Francia: record di caldo, città sotto assedio e servizi in difficoltà
La giornata di ieri è stata descritta dai meteorologi come una giornata straordinaria in Francia, con la combinazione di temperature elevate, notti tropicali e persistenza dell’ondata di calore. Météo-France ha parlato ufficialmente di “giornata più calda” su scala nazionale dall’avvio delle misurazioni nel 1947, un dato che conferma il carattere eccezionale del caldo record che investe il Paese. In diverse aree della Francia sud-occidentale si sono superati i 40 °C, con picchi prossimi ai 45 °C rilevati da reti osservative e associazioni meteorologiche locali, come testimoniato dai dati che segnalano 45,1 °C a Pontour-Genac e oltre 43 °C in numerose altre stazioni.
La portata dell’evento si riflette anche nelle misure adottate dalle autorità. Il governo ha innalzato l’allerta “canicule” – il termine francese per indicare gli episodi di caldo estremo – al livello rosso in decine di dipartimenti, compresa l’area di Parigi, alle prese con massime oltre i 35 °C. Sono state chiuse 850 scuole e sospesi vari collegamenti ferroviari Intercity per proteggere studenti e pendolari dall’ondata di caldo record. Persino simboli del Paese come la Tour Eiffel e il Louvre hanno ridotto gli orari di apertura o chiuso in anticipo a causa delle “temperature estreme previste”.
Quaranta annegamenti in pochi giorni e allarme sanitario europeo
Accanto ai numeri del caldo record in Francia, emergono quelli, drammatici, delle vittime. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha confermato che dal 18 giugno si contano “quaranta morti per annegamento” nel Paese, molti dei quali giovani, mentre cercavano di rinfrescarsi in fiumi, laghi e canali per sfuggire al caldo estremo. Le autorità parlano di persone sorprese da correnti, improvvisi sbalzi di temperatura o malori legati allo stress termico, in un contesto in cui la notte appena trascorsa è stata definita la più calda dal 1947.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha definito la ondata di caldo che stringe l’Unione europea un’“emergenza sanitaria”, ricordando che le alte temperature aumentano il rischio di disidratazione, colpi di calore e aggravamento di patologie cardiovascolari e respiratorie. In Francia, dove l’ondata di caldo eccezionale si somma a condizioni di urbanizzazione e inquinamento, le autorità sanitarie invitano a limitare le attività all’aperto nelle ore più calde, bere regolarmente, prestare attenzione alle persone fragili e preferire aree di balneazione sorvegliate
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