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Sud del Brasile tra ricostruzione post alluvioni e timore per El Niño

Nell’estremo sud del Brasile, le comunità ancora impegnate nella ricostruzione dopo le inondazioni del 2024 guardano con apprensione all’arrivo di un nuovo episodio di El Niño, che potrebbe riportare piogge estreme e nuove emergenze.

Nell’estremo sud del Brasile, lo Stato di Rio Grande do Sul è ancora segnato dalle ferite delle tragiche inondazioni del maggio 2024, considerate tra le peggiori alluvioni della storia recente del Paese, con almeno 181 vittime e decine di migliaia di sfollati. A Porto Alegre, capitale dello Stato, i cumuli di macerie, le abitazioni demolite e le case ancora puntellate sono un promemoria costante di quanto accaduto lungo le rive del lago Guaíba, dove il livello dell’acqua ha superato i record precedenti. Mentre la ricostruzione procede tra ritardi e cantieri incompleti, l’intera regione si prepara ora ad affrontare un nuovo episodio di El Niño, che secondo i meteorologi potrebbe essere tra i più intensi mai monitorati, con il rischio di ulteriori piogge estreme e allagamenti.

Porto Alegre, tra macerie visibili e paura che ritorna

Nel quartiere Sarandi di Porto Alegre, le macchie d’acqua che arrivano fino al soffitto di molte abitazioni testimoniano la violenza delle inondazioni che, nella primavera australe del 2024, hanno sommerso intere zone della città. Le persone hanno pauradi perdere tutto di nuovo. Nonostante gli investimenti in infrastrutture, sistemi di allerta e monitoraggio, Sarandi resta il simbolo della vulnerabilità di Porto Alegre, in un contesto in cui El Niño tende a convogliare le precipitazioni verso il sud del Brasile, aumentando il rischio di alluvioni nelle aree già colpite.

Il sindaco Sebastião Melo assicura che la città è oggi «più sicura» rispetto al 2024 e che si sta lavorando «intensamente» per riparare le stazioni di pompaggio, rafforzare gli argini e migliorare le paratoie di contenimento. L’azienda idrica e fognaria di Porto Alegre ha appena selezionato un consorzio per realizzare opere di protezione contro le piene, finanziate dallo Stato per circa 24,2 milioni di reais, con interventi accelerati proprio in vista di El Niño. Tuttavia, molti residenti lamentano cantieri fermi da mesi: un importante progetto di argine vicino a Sarandi è bloccato da contenziosi sulle espropriazioni tra abitanti e amministrazione, evidenziando quanto la ricostruzione dell’estremo sud del Brasile sia ancora fragile e incompleta mentre incombe un nuovo periodo di piogge estreme.

El Niño, clima estremo e la corsa contro il tempo in Rio Grande do Sul

Il governo del Rio Grande do Sul ha avviato una serie di misure per rafforzare la risposta ai disastri, investendo 38 milioni di reais in un centro logistico dedicato alle operazioni di emergenza e 33 milioni di reais in un programma specifico di preparazione a El Niño, pensato per i comuni più vulnerabili. Questa corsa contro il tempo arriva mentre gli organismi meteorologici internazionali indicano come sempre più probabile lo sviluppo, nella seconda metà dell’anno, di un episodio di El Niño particolarmente intenso, con un marcato riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale che altera la circolazione atmosferica globale. Secondo i modelli previsionali, l’evento in arrivo potrebbe collocarsi tra i più forti mai registrati dall’inizio del monitoraggio satellitare, il che, per il Brasile meridionale, significa un’alta probabilità di precipitazioni sopra la media stagionale.

Il fenomeno El Niño, che si manifesta quando la temperatura delle acque del Pacifico centrale ed orientale aumenta di almeno 0,5 °C per alcuni mesi, è noto per provocare inondazioni nelle aree interessate e siccità in altre regioni del mondo. Negli ultimi anni, gli esperti hanno evidenziato come il riscaldamento globale possa amplificare gli effetti di El Niño, trasformandolo in un moltiplicatore di rischi, tra ondate di calore, siccità e alluvioni più frequenti e intense. Nel 2023 e 2024, dopo una lunga fase di La Niña più fresca, gli studi internazionali parlano di un El Niño “torrido” o estremo, capace di influenzare drasticamente il regime delle piogge in America Latina. Per l’estremo sud del Brasile, già duramente provato dalle inondazioni del 2024, questo significa prepararsi a nuove piogge estreme, rafforzando argini, sistemi di allerta e capacità di risposta locale. In questo scenario, Porto Alegre e l’intero Rio Grande do Sul rappresentano un laboratorio drammatico ma cruciale di adattamento climatico, dove la resilienza delle comunità sarà messa alla prova ancora una volta dalle oscillazioni di El Niño e dal clima che cambia.

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