Aria artica in Europa a metà maggio, crollo termico e gelo tardivo
Una intensa irruzione di aria fredda ha riportato condizioni invernali sull’Europa centro-occidentale e settentrionale, con calo termico di 10-15°C, nevicate su Alpi e Pirenei e gelate dannose per l’agricoltura.
Nelle ultime 48 ore una irruzione di aria fredda artica ha investito gran parte dell’Europa centro-occidentale e settentrionale, riportando un clima freddo a metà maggio e condizioni tipiche di fine inverno. Tra Germania, Polonia, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Balcani e interno della Spagna si è osservato un crollo termico di 10-15°C rispetto ai giorni precedenti, con il passaggio da valori prossimi ai 30°C a massime spesso inferiori ai 15°C. Secondo le analisi dei principali portali meteo europei, il nucleo di aria polare marittima ha affondato verso il cuore del continente in scia a un profondo minimo depressionario nord-atlantico.
Meteo estremo tra piogge, vento e neve su Alpi e Pirenei
Il maltempo associato all’aria artica si è manifestato con piogge diffuse, venti forti e un marcato calo delle temperature su Francia, Penisola Iberica e Europa centrale. Le cronache meteo di questi giorni, segnalano nevicate significative sulle Alpi e sui Pirenei, con fiocchi di neve scesi localmente fino a quote insolitamente basse per maggio, intorno ai 1000 metri. In alcune valli alpine il paesaggio è tornato imbiancato, mentre sulle pianure francesi e tedesche il clima rigido e grigio ha creato un marcato contrasto con il caldo quasi estivo della settimana precedente, confermando un pattern di forte variabilità tipico delle irruzioni polari primaverili.
Gelate tardive e danni alle coltivazioni in Europa centrale
Nelle aree rurali dell’Europa centrale l’ondata di freddo artico ha avuto conseguenze rilevanti sull’agricoltura. Le temperature notturne vicine allo zero, e in alcuni casi leggermente negative nelle conche interne di Germania, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, hanno favorito gelate tardive su colture già in fase avanzata di sviluppo, come frutteti, vigneti e seminativi primaverili. Le associazioni agricole locali hanno segnalato danni ai germogli e alle fioriture, con potenziali ripercussioni sulle rese stagionali. Gli esperti sottolineano che episodi di aria fredda artica in maggio, seppur non inediti, risultano particolarmente insidiosi in un contesto di generale riscaldamento climatico, che tende ad anticipare i cicli vegetativi e a rendere le colture più esposte a improvvisi ritorni di freddo.
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