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Bassetti e il virus marino: il Nodavirus ha fatto il salto di specie infettando l’uomo

Per la prima volta un virus marino ha infettato l'uomo causando patologie oculari. L'infettivologo Matteo Bassetti segnala il caso di Nodavirus in uno studio pubblicato su Nature Microbiology.

Una scoperta scientifica emerge dal lavoro dell’infettivologo Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. Per la prima volta nella storia della medicina, un virus marino ha compiuto il salto di specie infettando l’uomo e causando gravi conseguenze alla vista. Il Covert Mortality Nodavirus (CMNV), noto fino ad oggi per colpire esclusivamente organismi acquatici come crostacei, gamberetti e pesci, si è dimostrato capace di infettare anche i mammiferi, rappresentando una nuova minaccia per la salute umana.

Il Nodavirus: caratteristiche e trasmissione

Il virus marino Nodavirus è stato identificato come responsabile di una forma grave di infiammazione oculare denominata uveite anteriore virale ipertensiva persistente (POH-VAU). Secondo quanto riportato da Bassetti in un post su Facebook, citando uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Microbiology, i pazienti infetti da questo virus marino manifestano sintomi simili al glaucoma, caratterizzati da una forte infiammazione e da un aumento pericoloso della pressione intraoculare.

La trasmissione del Nodavirus marino all’uomo avviene principalmente attraverso il contatto diretto con organismi acquatici o il consumo di frutti di mare crudi. I dati epidemiologici indicano che la frequente manipolazione non protetta di animali acquatici e il consumo di animali acquatici crudi rappresentavano complessivamente il 71,4% dei casi studiati. La maggior parte dei casi riguarda persone che lavorano a stretto contatto con specie acquatiche, suggerendo un rischio professionale oltre che alimentare.

Le conseguenze sulla salute umana

Le infezioni causate dal virus marino Nodavirus possono avere conseguenze serie e permanenti sulla vista. I pazienti colpiti presentano una marcata infiammazione oculare e un aumento della pressione intraoculare che può portare a danni permanenti fino alla cecità. Test di provocazione hanno rivelato che il CMNV può causare un aumento della pressione intraoculare e danni patologici ai tessuti oculari nei topi e può infettare le cellule dei mammiferi in vitro, confermando la capacità del patogeno di adattarsi a nuovi ospiti.

L’allarme della comunità scientifica

Matteo Bassetti sottolinea come sia allarmante constatare che il virus marino presenta un’ampia gamma di ospiti, infettando invertebrati, pesci e ora anche mammiferi. Questo livello di adattabilità ha sbalordito la comunità scientifica internazionale. L’infettivologo avverte che gli oceani rappresentano oggi una nuova frontiera per le malattie infettive che possono avere un impatto diretto sulla salute umana, un ambito finora considerato marginale rispetto ai tradizionali serbatoi di virus.

Nell’abstract dello studio si legge che i cambiamenti climatici e le attività umane hanno aumentato il rischio di trasmissione di virus dalla fauna selvatica, rappresentando una minaccia crescente per la salute umana. La scoperta del Nodavirus marino rappresenta un primo segnale che richiede ulteriori studi per comprendere la diffusione reale del fenomeno, le modalità di trasmissione e i possibili rischi per la popolazione generale. La ricerca evidenzia la necessità di approfondimenti per comprendere meglio i meccanismi di infezione e gli effetti dell’agente patogeno sull’organismo umano.

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