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Smart working e altre misure per mitigare l’impatto della crisi energetica

La crisi energetica scoppiata per il conflitto in Medio Oriente spinge la Commissione Ue a promuovere lo smart working per ridurre i consumi di carburante. 

La crisi energetica sta colpendo duramente l’Europa a causa del conflitto in Medio Oriente, con prezzi del gas aumentati del 70% e del petrolio del 50% dal 28 febbraio, per un costo extra superiore ai 14 miliardi di euro. La Commissione europea ha risposto esortando i 27 Stati membri ad adottare misure di austerità, tra cui un maggiore ricorso allo smart working per limitare gli spostamenti e i consumi di carburante. Questa raccomandazione arriva in un contesto di forniture instabili e shock prolungato, come sottolineato dal commissario all’energia Dan Jørgensen.

Le raccomandazioni della Commissione Ue

Nel documento inviato ai ministri prima del Consiglio in videoconferenza del 1° aprile, Jørgensen ha invitato a razionare le scorte di combustibile e a privilegiare i mezzi pubblici rispetto all’auto privata, promuovendo lo smart working dove possibile. Tra le altre misure, si suggerisce di evitare azioni che aumentino il consumo di carburante, limitare la libera circolazione di prodotti petroliferi e incentivare i biocombustibili per sostituire i fossili. Queste indicazioni riecheggiano il decalogo dell’Agenzia internazionale per l’energia, che include anche la riduzione dei limiti di velocità sulle autostrade e il car sharing per affrontare la crisi energetica.

Reazioni dei ministri e prospettive

I ministri Ue hanno rassicurato sulla sicurezza delle forniture energetiche, affermando che l’Unione dispone di strumenti per garantirne la stabilità. Tuttavia, emerge l’esigenza di rafforzare la resilienza con più energie rinnovabili, nucleare e aiuti di Stato. La crisi energetica attuale, paragonabile allo shock petrolifero degli anni ’70, spinge verso un modello di lavoro ibrido: lo smart working non solo riduce le emissioni e il traffico, ma alleggerisce la pressione sui mercati dei carburanti. In questo scenario, il telelavoro diventa uno strumento chiave per mitigare gli effetti economici sulla popolazione europea.

La promozione dello smart working nella crisi energetica si inserisce in una strategia più ampia di transizione ecologica, con enfasi su comportamenti responsabili. Riducendo gli spostamenti non essenziali, si può limitare il fabbisogno di petrolio e gas, favorendo al contempo la produzione di raffinerie Ue e l’uso di biocarburanti. Gli esperti concordano che misure come queste, se adottate diffusamente, potrebbero stabilizzare i prezzi e proteggere le tasche dei cittadini.

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