Pericolo valanghe: quadro aggiornato e aree più a rischio
Il bollettino AINEVA aggiorna il pericolo valanghe sulle Alpi, con grado marcato in diversi settori di confine

Il bollettino più recente di AINEVA sul pericolo valanghe fornisce un quadro dettagliato della situazione nivologica sulle principali aree alpine italiane, con particolare attenzione ai settori di confine occidentali e settentrionali.
Per domenica 11 gennaio, in queste zone il grado di pericolo valanghe 3 marcato in quota è legato alla combinazione tra neve fresca, accumuli di neve ventata e presenza di strati deboli persistenti all’interno del manto nevoso. A quote più basse e nei settori meridionali il grado scende a pericolo valanghe 2 moderato, ma la situazione richiede comunque prudenza negli spostamenti in ambiente di montagna.
Segnalato pericolo valanghe 4 forte per Cervinia e Alta Valpelline, Val Veny, Valgrisenche, La Salle Morgex, Val Ferret, Val di La Thuile, Gran San Bernardo Ollomont, Bassa e Media Valpelline.
Grado di pericolo valanghe e zone maggiormente interessate
Secondo il bollettino AINEVA, su numerosi settori alpini di confine è presente un grado di pericolo 3 marcato al di sopra del limite del bosco, dove gli accumuli di neve ventata risultano estesi e in parte instabili. In queste aree sono possibili distacchi di valanghe a lastroni già con un debole sovraccarico da parte degli escursionisti, specie sui pendii ripidi e nei pressi di creste, conche e canaloni. Alle quote inferiori, e nei settori meridionali della catena alpina, il bollettino indica un pericolo valanghe moderato, con problemi più localizzati ma comunque da non sottovalutare.
Neve fresca, neve ventata e struttura del manto nevoso
Negli ultimi giorni sulle Alpi centro-occidentali sono caduti accumuli di neve fresca, accompagnati da vento forte da nord-ovest. Questo ha favorito un marcato trasporto eolico, con formazione di estesi accumuli di neve ventata sia a carico della neve nuova sia di quella preesistente. I nuovi e vecchi accumuli si sono depositati su una superficie di manto nevoso sfavorevole, caratterizzata da strato debole persistente basale e da strati fragili a grani grossi, in particolare sui pendii ombreggiati oltre il limite del bosco. Il manto nevoso, sottoposto a metamorfismo costruttivo con temperature basse, presenta una struttura del manto nevoso debole che aumenta la probabilità di distacchi a lastroni di grandi dimensioni in alta quota.
Valanghe di neve a debole coesione e scivolamento
Il bollettino segnala come situazione tipo la presenza di neve a debole coesione associata a vento e, in alcune aree, la possibilità di valanghe da slittamento al di sotto di circa 1800 metri. In questi tratti, dove il manto nevoso poggia su superfici lisce o erbose, sono possibili isolate valanghe di scivolamento, talvolta precedute dalla comparsa di tipiche fessure arcuate. In quota, invece, il problema principale resta quello dei lastroni di neve ventata, che possono essere innescati dal passaggio di singole persone, richiedendo una prudente scelta dell’itinerario e il mantenimento di adeguate distanze di scarico tra i componenti del gruppo.
Consultare sempre il bollettino aggiornato su: AINEVA.IT
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