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Mobilità (non) sostenibile, continua a crescere l’utilizzo dell’auto privata

Giovedì 27 ottobre l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ha organizzato un convegno per fare il punto sulla mobilità sostenibile nelle aree urbane.

Lo scenario emerso mostra chiaramente che stiamo andando nella direzione sbagliata: invece di diminuire, le auto sulle nostre strade continuano ad aumentare. Il parco auto in Italia cresce in modo costante, e alla fine del 2021 si è raggiunta la quota record di quasi 40 milioni di autovetture. La macchina viene percepita ancora come un bene irrinunciabile, e per moltissime persone rappresenta sempre la prima scelta per gli spostamenti tra casa e lavoro o casa-scuola.
E nel continente l’Italia non rappresenta un’eccezione: tutti i 27 stati europei hanno visto crescere nel tempo la quantità di auto in circolazione, fatto salvo solo per la Bulgaria. Si stima che alla fine del 2020 fossero 250 milioni le macchine in circolazione in Europa.

Le conseguenze negative si fanno sentire inevitabilmente sotto molti aspetti, con la nostra stessa salute minacciata dall’inquinamento e l’emissioni di grandi quantità di gas serra nell’atmosfera.

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La mobilità sostenibile nelle aree urbane: la situazione attuale e le prospettive future
Convegno La mobilità sostenibile nelle aree urbane: la situazione attuale e le prospettive future. Foto ISPRA

In Europa il 94 per cento della popolazione è esposta a livelli di biossido di azoto superiori ai limiti previsti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e si arriva al 99% nella popolazione esposta a concentrazioni di ozono oltre il limite.
Secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, solo nel 2019 sono state 307mila le morti premature provocate dall’esposizione al particolato PM2.5, 16.800 quelle dovute all’ozono.

L’utilizzo intensivo dei mezzi privati è responsabile anche di una vera e propria strage silenziosa che si consuma ogni giorno sulle strade: solo nel 2021, secondo l’Istat, 2.875 persone sono morte in incidenti stradali in Italia. Una media di quasi 8 persone al giorno.

Da non sottovalutare neppure l’inquinamento acustico generato dal traffico: l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha stabilito che oltre il 20% della popolazione europea è esposto notte e giorno a livelli di rumore superiori ai 55 decibel (soglia di segnalazione stabilita dalla direttiva sul rumore ambientale dell’UE) a causa del traffico stradale.

La mobilità sostenibile rappresenta una delle sfide più importanti che soprattutto le aree urbane sono chiamate ad affrontare, avverte l’Ispra.

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