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Incendi Australia: caldo record, città evacuate e koala in pericolo

L’Australia è di nuovo alle prese con incendi fuori controllo, alimentati da una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni. Nel sud-est del Paese, soprattutto nello stato di Victoria, le fiamme hanno già bruciato centinaia di migliaia di ettari, colpendo comunità rurali, aziende agricole e aree naturali cruciali per la biodiversità.

Secondo il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), alla fine di gennaio 2026 gli incendi hanno provocato emissioni superiori alla media stagionale, in un contesto di temperature estreme e condizioni meteo particolarmente favorevoli alla propagazione del fuoco.

Temperature estreme e città in emergenza

L’ondata di caldo che sta colpendo il sud-est australiano ha portato i termometri vicino ai 50 °C in diverse località di Victoria, con record superati in città come Hopetoun e Walpeup. Anche Melbourne ha registrato temperature eccezionali, spingendo le autorità a diffondere avvisi sanitari e raccomandazioni per le persone più vulnerabili: anziani, bambini e persone con patologie.

In molte aree rurali, residenti e agricoltori stanno cercando di difendere case, fattorie e bestiame, mentre i vigili del fuoco combattono diversi fronti attivi. In alcune comunità, migliaia di abitazioni sono rimaste senza elettricità, a causa dei danni alla rete e dello stress imposto dal caldo estremo al sistema energetico.

Le evacuazioni sono scattate in più zone, con famiglie costrette a lasciare le proprie case e rifugiarsi in centri di emergenza o in strutture pubbliche aperte per offrire refrigerio durante i giorni più critici.

Foreste in fiamme e koala a rischio

Gli incendi in Australia stanno colpendo anche le foreste di eucalipto, habitat fondamentale per i koala, specie simbolo del Paese. Le fiamme hanno raggiunto aree già vulnerabili, riaccendendo l’allarme per la sopravvivenza di una popolazione in difficoltà da anni a causa di deforestazione, urbanizzazione e cambiamenti climatici.

Negli ultimi decenni, i koala hanno subito un forte declino, e gli incendi degli anni passati avevano già causato perdite drammatiche di esemplari e habitat. Nonostante gli sforzi di conservazione e i programmi di ripristino ambientale avviati dal governo australiano, le nuove emergenze rischiano di vanificare parte dei progressi fatti.

In diverse aree colpite, sono stati segnalati animali selvatici feriti o stremati dal fumo e dal calore, con interventi di recupero da parte di volontari e associazioni locali.

Fumo, aria irrespirabile e impatti sulla salute

Il fumo degli incendi australiani non sta colpendo solo le aree bruciate. A inizio gennaio, la qualità dell’aria a Melbourne e dintorni è peggiorata sensibilmente, con concentrazioni elevate di particolato.

Copernicus ha osservato un grande pennacchio di fumo che ha attraversato il Mar di Tasmania e il Pacifico meridionale, arrivando in parte fino al Sud America. Mark Parrington, scienziato senior del CAMS, ha dichiarato: «I nostri dati forniscono una chiara indicazione del peggioramento della qualità dell’aria dovuto al fumo, con potenziali ripercussioni sulla salute, e dell’intensità degli incendi, dato che alcuni pennacchi di fumo hanno percorso migliaia di chilometri attraverso il Pacifico».

Il caldo estremo, combinato con l’inquinamento da fumo, rappresenta un rischio serio per la salute pubblica, con un aumento di colpi di calore, disidratazione e problemi respiratori.

Crisi climatica e incendi in Australia: un legame sempre più chiaro

Gli incendi in Australia non sono solo un’emergenza locale, ma un segno evidente di un clima che cambia. Temperature più alte, siccità prolungate e venti intensi creano le condizioni ideali per stagioni degli incendi più lunghe, più distruttive e più difficili da controllare.

Copernicus continua a monitorare la situazione e avverte che condizioni climatiche più calde e secche stanno diventando una costante in molte regioni dell’emisfero australe.
Mentre le fiamme continuano a bruciare, il Paese si trova ancora una volta davanti alla stessa domanda: quanto peggiorerà questa crisi se le emissioni e il riscaldamento globale non verranno fermati in tempo?

 

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