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Gaza in inverno: tempeste, pioggia e venti forti mettono a rischio i profughi

Nella Striscia di Gaza, centinaia di migliaia di sfollati affrontano il terzo inverno della guerra con condizioni meteorologiche avverse e ripari insufficienti. Le tempeste invernali e i forti venti continuano a devastare le tende, mentre il freddo e le piogge mettono a rischio la popolazione.

La Striscia di Gaza sta affrontando un inverno particolarmente difficile, con condizioni meteo avverse che si aggiungono alle già critiche situazioni umanitarie. Piogge intense, venti forti e temperature rigide persistono nella regione, colpendo duramente una popolazione di oltre 2 milioni di persone già provata da più di due anni di conflitto devastante. Le tempeste invernali hanno trasformato gli accampamenti di sfollati in distese di fango, distruggendo centinaia di ripari e aggravando ulteriormente le condizioni di vita già precarie.

Le condizioni meteorologiche di gennaio

Durante il mese di gennaio, Gaza registra temperature medie che oscillano tra i 10°C e i 18°C, con massime che raramente superano i 22°C . Secondo i dati meteorologici disponibili, le temperature a Gaza durante gennaio raggiungono il loro picco il 7 gennaio con 32,1°C, mentre il minimo scende a 22,1°C il 6 gennaio . Le condizioni climatiche invernali sono caratterizzate da piogge frequenti e venti moderati a forti, creando un ambiente particolarmente ostile per chi vive in tende e rifugi temporanei .

Le tempeste di dicembre e gennaio hanno avuto un impatto devastante: l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) stima che fino a 65.000 famiglie siano state colpite da piogge e venti forti, con centinaia di ripari distrutti o seriamente danneggiati . In queste tende, spesso realizzate con materiali non impermeabili, la temperatura interna non differisce da quella esterna, ma l’elevato tasso di umidità accelera la dispersione del calore, rendendo ancora più pericoloso il freddo invernale .

La crisi umanitaria durante il terzo inverno

Questo è il terzo inverno da quando il conflitto tra Israele e Hamas è iniziato il 7 ottobre 2023. Un cessate il fuoco è in vigore dal 10 ottobre, ma le organizzazioni umanitarie affermano che i palestinesi mancano ampiamente dei ripari necessari per affrontare le frequenti tempeste invernali. La popolazione di Gaza continua a lottare contro il freddo e le piogge mentre affronta carenze di aiuti umanitari e una mancanza di alloggi temporanei più sostanziali, necessari durante i mesi invernali .

Secondo le autorità sanitarie locali, otto neonati sono morti di freddo dall’inizio dell’inverno, un dato confermato da più agenzie internazionali . Il gelo, in questo contesto, non è un evento climatico eccezionale ma una causa di morte diretta, favorita da condizioni di vita che non prevedono riscaldamento, elettricità stabile né ripari adeguati . L’OCHA ha documentato come le tempeste invernali abbiano trasformato intere aree in distese di fango, con servizi igienici inutilizzabili e materiali di riparo insufficienti per affrontare notti con temperature prossime allo zero e un tasso di umidità elevato .

La fase due del cessate il fuoco e la ricostruzione

L’amministrazione Trump ha annunciato che il piano di cessate il fuoco redatto dagli Stati Uniti per Gaza sta entrando nella sua seconda fase, che include la creazione di un nuovo comitato palestinese, il dispiegamento di una forza di sicurezza internazionale, il disarmo di Hamas e la ricostruzione del territorio devastato dalla guerra. Tuttavia, le condizioni meteorologiche avverse e la mancanza di ripari adeguati continuano a rappresentare una minaccia immediata per la popolazione .

Centinaia di migliaia di sfollati attendono gli sviluppi della seconda fase del cessate il fuoco, sperando che porti con sé risorse per la ricostruzione e il miglioramento delle condizioni di vita. Nel frattempo, le piogge invernali e i venti forti continuano a mettere a rischio una popolazione già vulnerabile, evidenziando l’urgenza di interventi umanitari immediati per fornire ripari adeguati e protezione dalle tempeste invernali.

L’impatto del conflitto prolungato

Più di due anni di bombardamenti israeliani devastanti hanno lasciato la Striscia di Gaza in condizioni critiche. Il Ministero della Sanità di Gaza riporta che oltre 71.400 palestinesi sono stati uccisi nell’offensiva di ritorsione israeliana. Le carenze di aiuti umanitari si aggiungono alle condizioni meteorologiche difficili, creando una situazione umanitaria estremamente grave. Le organizzazioni di aiuto avvertono che senza interventi immediati per fornire ripari migliori e protezione dalle tempeste, il bilancio delle vittime continuerà a salire durante i mesi invernali rimanenti .

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