Alluvioni in Asia, è una strage: oltre 500 vittime tra Indonesia, Thailandia e Sri Lanka

Le alluvioni in Asia stanno lasciando un segno pesante in diverse aree sud-orientali del continente. Tra frane, piogge monsoniche eccezionali e gli effetti di una stagione tropicale anomala, il bilancio complessivo supera ormai i 500 morti, mentre centinaia di persone risultano disperse. Indonesia, Thailandia, Malesia e Sri Lanka sono tra i Paesi più colpiti.
Indonesia: migliaia di sfollati e intere comunità isolate
La situazione più drammatica arriva da Sumatra. Le piogge torrenziali hanno generato frane e inondazioni diffuse, causando almeno 350 vittime. Le persone di cui non si hanno notizie superano quota 270, mentre molte zone restano ancora difficili da raggiungere.
Le province di Nord Sumatra, Ovest Sumatra e Aceh contano i danni più gravi: interi centri abitati sono stati sepolti da colate di fango e acqua. Le autorità hanno mobilitato migliaia di agenti e volontari per le ricerche e la distribuzione degli aiuti.
Più di 80.000 persone hanno dovuto abbandonare le loro case. Nel tentativo di limitare ulteriori precipitazioni, è stata autorizzata un’operazione di inseminazione delle nuvole, mentre la fase più intensa delle piogge sembra essersi attenuata.
BREAKING: The death toll from the floods and landslides in Indonesia has risen to 303.
📍Sibolga, Tapanuli Tengah, Indonesia. pic.twitter.com/hhu8dWI45V
— Weather Monitor (@WeatherMonitors) November 29, 2025
Thailandia: 1,4 milioni di case coinvolte e oltre 160 morti accertati
In Thailandia sono 3,8 milioni le persone coinvolte dalle inondazioni, in particolare nel Sud. La provincia di Songkhla ha registrato livelli d’acqua fino a tre metri e almeno 145 vittime, uno dei bilanci peggiori dell’ultimo decennio. A livello nazionale si contano 162 morti.
Nella città di Hat Yai, tra le più colpite, la situazione è stata così critica che il personale di un ospedale ha dovuto spostare le salme in camion refrigerati per mancanza di spazio in obitorio.
La risposta istituzionale è finita nel mirino di molte critiche: il primo ministro si è scusato pubblicamente per la gestione dell’emergenza, mentre due funzionari locali sono stati sospesi per presunte negligenze. Il governo ha annunciato indennizzi fino a 2 milioni di baht alle famiglie che hanno perso una persona cara.
Intanto, mentre l’acqua defluisce, riemergono danni enormi: negozi e abitazioni devastati, atti di vandalismo e furti che si sono aggiunti al disastro naturale.
La forte tempesta Koto, pur non toccando direttamente la Thailandia, sta influenzando il meteo del Paese. Le masse d’aria più fredde colpiscono il Nord e il Sud, con minime tra 5 e 10 °C sulle vette montane. Le autorità insistono sulla necessità di seguire gli aggiornamenti ufficiali del servizio meteorologico.
Sri Lanka: 159 morti e una crisi umanitaria in crescita
Anche lo Sri Lanka affronta una delle peggiori alluvioni in Asia degli ultimi anni. Il passaggio del ciclone Ditwah ha provocato piogge eccezionali e smottamenti diffusi. I morti sono almeno 159, mentre oltre 200 persone sono ancora disperse.
Più di 20.000 abitazioni sono state distrutte e circa 108.000 persone si trovano in rifugi temporanei. In vaste aree del Paese mancano elettricità e acqua potabile. Alcune località risultano completamente isolate, con strade bloccate da frane e infrastrutture impraticabili.
Il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza e lanciato un appello alla comunità internazionale.
Floods claimed at least 180 lives across Southeast Asia as cyclone-driven storms battered Indonesia, Malaysia and Thailand, forcing thousands into shelters and prompting urgent rescue and relief operations https://t.co/VioombAwck pic.twitter.com/Wr2y7LJHOM
— Reuters (@Reuters) November 28, 2025
Un denominatore comune: piogge estreme e un clima che cambia
Dalla penisola indonesiana fino all’India meridionale, passando per l’Indocina, lo schema si ripete: piogge monsoniche più intense e stagioni tropicali sempre più irregolari. Eventi come quelli di questi giorni non sono inediti, ma la loro frequenza crescente è coerente con ciò che ci si aspetta in un clima che si scalda a causa delle attività umane, in particolare quelle legate all’utilizzo di combustibili fossili: precipitazioni più concentrate, fenomeni violenti e sistemi di drenaggio che cedono facilmente.
Le alluvioni in Asia di quest’anno mostrano in modo brutale quanto le regioni tropicali siano vulnerabili alla combinazione di monsoni alterati e cicloni sempre più imprevedibili.
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NOTE: questo articolo è stato generato con il supporto dell’intelligenza artificiale.
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