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Valanghe, tre morti sulle Alpi in un solo giorno: oggi ancora rischio marcato su alcuni settori

La giornata di ieri, venerdì 2 gennaio, è stata segnata da una serie di gravi incidenti legati alle valanghe, che in poche ore hanno causato tre vittime e diversi feriti tra Piemonte e Veneto. Distacchi avvenuti in contesti diversi, ma all’interno di una situazione nivologica già fragile, caratterizzata da neve ventata, strati deboli persistenti e vento forte.

Un quadro che trova conferma anche nel bollettino valanghe di Aineva, che per le prossime ore indica pericolo marcato (grado 3 su 5) sui settori occidentali dell’arco alpino, con condizioni che richiedono esperienza e grande prudenza.

Valle Maira, travolta una guida alpina: una vittima e un ferito grave

Uno degli episodi più drammatici si è verificato in alta valle Maira, nel Cuneese, sopra il comune di Acceglio, nei pressi del bivacco Bonelli, a circa 2.300 metri di quota. Una valanga di grandi dimensioni si è staccata lungo un itinerario frequentato da più gruppi di scialpinisti, investendo quattro persone.

A perdere la vita è stata Sabina Reiterberger, 50 anni, scialpinista tedesca e guida alpina. Il marito è rimasto gravemente ferito, in stato di ipotermia, ma non è in pericolo di vita. Altri due escursionisti hanno riportato conseguenze più lievi.

Le operazioni di soccorso sono state rese particolarmente complesse dal vento molto forte, che ha ostacolato gli avvicinamenti in elicottero. Sul posto sono intervenuti Soccorso alpino, vigili del fuoco, Guardia di Finanza ed équipe sanitarie del 118, con più rotazioni e squadre a terra.

Bobbio Pellice: scialpinista sepolto da una valanga, un morto

Nel pomeriggio un’altra tragedia si è consumata a Bobbio Pellice, nel Torinese, in località Partia d’Amount. Due scialpinisti francesi sono stati coinvolti dal distacco di una valanga: uno è riuscito a raggiungere autonomamente il rifugio Jervis e a lanciare l’allarme, ma per il compagno non c’è stato nulla da fare.

L’uomo è stato trascinato sul fondo di un vallone e parzialmente sepolto dalla neve, in una zona difficile da raggiungere anche per i soccorritori, intervenuti con elisoccorso e unità cinofile.

Recoaro Terme, valanga sulle Piccole Dolomiti: muore alpinista veneziano

Il terzo decesso è avvenuto in Veneto, sulle Piccole Dolomiti, nel territorio di Recoaro Terme. Un alpinista veneziano di 50 anni è morto dopo essere stato travolto da una valanga di neve e sassi mentre stava scendendo un canale ripido insieme a un compagno.

Pur rimanendo in superficie, l’uomo ha urtato violentemente contro le rocce affioranti, riportando traumi gravissimi. Anche in questo caso, le forti raffiche di vento hanno complicato le operazioni di recupero con l’elicottero.

Oggi pericolo valanghe marcato a ovest

Il bollettino valanghe Aineva, aggiornato a sabato 3 gennaio, conferma una situazione delicata soprattutto sui settori occidentali delle Alpi, dove il grado di pericolo è 3 – marcato.

Fonte: Aineva

Secondo Aineva, «i nuovi e i vecchi accumuli di neve ventata devono essere valutati con attenzione e per lo più alle quote medie e alte». Negli ultimi giorni, infatti, «con vento forte proveniente dai quadranti occidentali si sono formati insidiosi accumuli di neve ventata, piuttosto grandi e in parte instabili».

I punti più pericolosi sono indicati «in prossimità delle creste, nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza». In particolare, «sui pendii ombreggiati ripidi le valanghe possono subire un distacco nella neve vecchia e, a livello isolato, raggiungere grandi dimensioni».

Un elemento chiave riguarda il possibile innesco: «già un singolo appassionato di sport invernali può in alcuni punti provocare il distacco di valanghe», con la possibilità, in casi isolati, di distacchi a distanza.

Aineva richiama anche segnali da non ignorare: «i rumori di “whum” e la formazione di fessure quando si calpesta la coltre di neve sono tipici indizi di una debole struttura del manto nevoso». In queste condizioni, «le attività fuoripista richiedono esperienza nella valutazione del pericolo di valanghe e attenzione».

Tendenza: situazione stabile, ma senza consolidamento

La tendenza per domenica 4 gennaio indica un pericolo valanghe in gran parte stabile, ma senza un reale miglioramento. Aineva segnala che le basse temperature non favoriranno il consolidamento del manto nevoso, mantenendo attivi gli strati deboli persistenti, soprattutto sui pendii ombreggiati.

Il messaggio è chiaro: meno neve non significa meno pericolo. Anzi, la combinazione tra vento, accumuli localizzati e manto disomogeneo rende le valanghe un rischio concreto anche in giornate apparentemente favorevoli.

 

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