Valanghe: dove è più alto il rischio nelle prossime ore
Oggi, domenica 4 gennaio, il bollettino Aineva segnala una situazione da tenere molto sul serio sul fronte delle valanghe, soprattutto per chi pratica attività fuoripista. Il quadro non è uniforme: il pericolo varia da zona a zona e con la quota, ma in alcune aree il rischio è marcato.
Il livello di pericolo più alto: grado 3 “marcato”
Il grado massimo previsto oggi è 3 – Marcato, una delle situazioni più critiche per chi frequenta la montagna fuori dagli itinerari controllati.
Con questo livello:
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le valanghe possono essere facilmente provocate, anche dal passaggio di una sola persona;
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sono possibili distacchi a distanza, cioè senza passare direttamente sotto il pendio instabile;
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non si escludono valanghe spontanee, localmente anche di grandi dimensioni.
È bene chiarirlo: il grado 3 non è una via di mezzo “tranquilla”. È il livello in cui accadono più incidenti, perché il pericolo non è sempre evidente a colpo d’occhio.
Dove il rischio è più alto
Secondo Aineva, il pericolo maggiore riguarda:
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quote medie e alte, indicativamente oltre i 2000 metri;
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pendii ripidi, soprattutto ombreggiati;
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zone in prossimità di creste, canaloni, conche e cambi di pendenza.
Qui si sono formati accumuli di neve ventata grandi e in parte instabili, a causa del vento forte dai quadranti occidentali degli ultimi giorni. Il vento ha spostato la neve creando lastre che poggiano su strati deboli già presenti nel manto.

Perché le valanghe sono un pericolo oggi
Il nodo sta nella struttura del manto nevoso. In molte aree la neve ventata recente poggia su strati deboli persistenti; sui pendii ombreggiati sono presenti cristalli a grani grossi, poco coesi; il legame tra neve vecchia e nuova è spesso scarso.
I classici segnali di allarme – rumori di “whumpf” e crepe nella neve – sono tipici di questa situazione. Se si sentono, non sono un dettaglio folkloristico: indicano che il manto sta cedendo.
Nelle altre zone: pericolo moderato, ma da non sottovalutare
In molte altre aree il pericolo scende a grado 2 – Moderato, ma questo non significa “sicuro”. Anche qui:
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gli accumuli di neve ventata restano la principale fonte di pericolo;
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sopra il limite del bosco le condizioni cambiano nel giro di pochi metri;
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sui pendii ombreggiati e poco frequentati le valanghe possono coinvolgere strati profondi.
Aineva segnala inoltre che, con le basse temperature, il manto nevoso fatica a consolidarsi: gli accumuli instabili non spariscono da soli in poche ore.
Cosa significa per chi va in montagna
Con queste condizioni:
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servono esperienza, capacità di lettura del terreno e scelte conservative;
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è fondamentale evitare i pendii ripidi alle esposizioni e quote indicate nel bollettino;
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chi ha meno esperienza farebbe bene a restare su piste e itinerari controllati.
Non è il giorno giusto per “provare linee nuove” o fidarsi del fatto che “non è successo niente agli altri”.
Uno sguardo ai prossimi giorni
La tendenza indicata da Aineva è di lento calo del pericolo in alcune zone, ma non immediato. Finché resteranno freddo e vento, le valanghe continueranno a essere un tema centrale per la sicurezza in montagna.
Morale della storia: oggi la neve non perdona le leggerezze. E il bollettino valanghe non è un’opinione, ma uno strumento da usare prima di decidere dove – e se – andare.
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NOTE: questo articolo è stato generato con il supporto dell’intelligenza artificiale.
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