Pericolo valanghe marcato sulle Alpi: rischio arancione in molti settori
In molte zone delle Alpi il pericolo valanghe ha raggiunto il grado 3 su 5, “marcato” (codice arancione), secondo il bollettino AINEVA aggiornato a domenica 25 gennaio 2026. Le recenti nevicate, il vento e la presenza di strati deboli nel manto nevoso hanno creato una situazione instabile, con un rischio significativo di distacchi anche al passaggio di una singola persona e la possibilità di valanghe spontanee di medie e localmente grandi dimensioni.
Si tratta di una fase delicata della stagione invernale, in cui il manto nevoso appare talvolta compatto in superficie, ma nasconde strutture interne fragili, difficili da individuare anche per chi ha esperienza.
Cosa significa pericolo valanghe “marcato” (grado 3 su 5)
Il grado 3 – marcato corrisponde a una situazione valanghiva critica, in cui le valanghe possono essere facilmente provocate, soprattutto sui pendii ripidi alle esposizioni e alle quote indicate nel bollettino ufficiale. Sono possibili distacchi a distanza, senza un contatto diretto con il pendio instabile, e valanghe spontanee, in alcuni casi anche di dimensioni rilevanti.
Segnali come rumori di collasso (“whumpf”), crepe che si aprono nel manto nevoso e piccoli distacchi spontanei rappresentano campanelli d’allarme tipici di una struttura debole della neve. Secondo AINEVA, questo livello di pericolo si verifica in circa il 30% dell’inverno, ma concentra circa il 50% delle vittime da valanga, rendendolo uno dei gradi più insidiosi per chi pratica attività in montagna. Il pericolo marcato è uno dei livelli in cui si verificano più incidenti, perché le condizioni possono sembrare ancora “gestibili” e non estreme. Il manto nevoso può apparire stabile in superficie, mentre i punti critici restano nascosti e difficili da individuare, anche per chi è abituata o abituato a muoversi in ambiente alpino.
In sintesi, il grado 3 non è il massimo livello di allerta, ma è spesso sottovalutato e può cogliere più di sorpresa.
Perché il rischio è elevato in questi giorni
Il bollettino AINEVA segnala che la neve fresca e quella trasportata dal vento poggiano spesso su un manto di neve vecchia fragile, in alcuni casi formato da brina superficiale sepolta o strati deboli persistenti . Questa combinazione favorisce rotture improvvise e propagazione delle fratture su ampie superfici.
Gli accumuli di neve ventata risultano difficili da riconoscere sul terreno, aumentando il rischio di errori di valutazione. Le aree più esposte includono pendii ripidi, conche, canaloni, cambi di pendenza, zone vicino alle creste e al limite del bosco, soprattutto alle quote medie e alte. Inoltre, il manto nevoso viene descritto come estremamente variabile anche a distanza di pochi metri, una condizione che rende complessa qualsiasi previsione locale.

Attenzione alle attività fuoripista
AINEVA definisce il grado 3 come la situazione più critica per l’utenza sportivo-ricreativa, in particolare per chi pratica freeride, scialpinismo ed escursioni invernali . In queste condizioni è fondamentale adottare un approccio estremamente prudente alla scelta dell’itinerario, evitando i pendii molto ripidi alle esposizioni e alle quote segnalate nel bollettino.
Le persone meno esperte dovrebbero limitarsi a piste e percorsi controllati, mentre anche chi ha maggiore competenza dovrebbe mantenere un margine di sicurezza elevato, riducendo l’esposizione al rischio e monitorando costantemente i segnali di instabilità sul terreno.
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