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Dalla siccità all’alluvione record: Liguria emblema della crisi climatica

L’estremizzazione degli eventi meteo è il volto più evidente della crisi climatica in atto. L’autunno 2021 ha preso il via dopo un’estate particolarmente secca e calda, la seconda più calda al Sud, e la più siccitosa in assoluto al Nord-Est. Con uno scarto complessivo di –32%, infatti, l’estate 2021 si piazza al 6° posto fra le più siccitose. La carenza di pioggia ha interessato gran parte del territorio. Da un estremo all’altro: la prima perturbazione autunnale della stagione ha determinato l’innesco di piogge alluvionali sulla Liguria e sul basso Piemonte, con accumuli eccezionalmente elevati. Il mese di ottobre inoltre si rivela essere quello più critico per le alluvioni in Italia.

Crediti Protezione Civile

Liguria: il 4 ottobre un evento alluvionale dalla portata storica

Come riporta Arpal, secondo un’analisi pubblicata da Giorgio Boni, Professore Associato dell’Università di Genova, i 496 millimetri (o litri su metro quadrato) cumulati a Rossiglione nell’arco di 6 ore rappresentano il record italiano per questa distanza temporale; tale dato si attesta al 59% rispetto al valore più alto mai registrato al mondo. Non solo: i 377.8 millimetri in 3 ore di Urbe Vara Superiore sono il 65% della cumulata massima mondiale, sempre sulle 3 ore.

I numeri di questo 4 ottobre sono impressionanti: sono caduti 883.8 mm (o litri su metro quadrato) in 24 ore a Rossiglione (GE). Si tratta del secondo dato più elevato mai misurato in Italia.

Nella stessa stazione sono caduti 740.6 mm in 12 ore, nuovo record nazionale di pioggia caduta in un intervallo di 12 ore. Sono ben 496 i mm accumulati in 6 ore a Montenotte Inferiore (SV). Si tratta del nuovo record nazionale di pioggia caduta in un intervallo di 6 ore.

Crediti Arpal

Estremizzazione dei fenomeni meteo climatici: una tendenza che si sta imponendo

“Anche l’episodio di forte maltempo che ha colpito molte regioni negli ultimi giorni, con gli effetti più eclatanti in Liguria, rientra nella tendenza all’estremizzazione dei fenomeni meteo climatici, che- afferma il meteorologo Flavio Galbiati – soprattutto nell’ultimo ventennio si susseguono con sempre maggiore frequenza. Di fronte ai dati e alle immagini delle catastrofi provocate da nubifragi e tempeste di vento, non va sottovalutato il rischio di sviluppare una certa assuefazione nei confronti di questo genere di notizie. Capita dunque che eventi di notevole portata, alla lunga, siano percepiti quasi come “normali”, qualcosa di cui non preoccuparci troppo.
Paradossalmente infatti l’attenzione dei media è minore in situazioni come quella qui descritta, nella quale gli efficaci sistemi di allerta e prevenzione hanno evitato la perdita di vite umane, in cui però vengono devastati interi centri abitati”.

“Le modifiche a cui sta andando incontro il ciclo idrologico sono davvero preoccupanti. L’alternanza tra lunghi periodi di siccità e di caldo anomalo, con copiose precipitazioni concentrate in poche ore è sotto gli occhi di tutti. Un motivo in più- prosegue Galbiati -per incrementare gli sforzi verso una drastica riduzione delle emissioni di gas climalteranti, unica via per stabilizzare la temperatura del pianeta”.

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