Inondazioni devastanti a Idlib: campi profughi siriani flagellati dal maltempo
Inondazioni causate da piogge torrenziali hanno devastato un campo profughi nella campagna di Idlib in Siria, distruggendo centinaia di tende e causando vittime. Famiglie sfollate sono state trasferite in rifugi temporanei, aggravando la crisi umanitaria per oltre un milione di rifugiati. Autorità e ONG lanciano appelli per aiuti urgenti.
Le inondazioni provocate da intense piogge torrenziali hanno colpito duramente i campi profughi nella provincia di Idlib, in Siria, tra il 7 e l’8 febbraio 2026. Un campo profughi nella campagna di Idlib è stato seriamente danneggiato, con circa 300 tende completamente distrutte e 1.300 parzialmente colpite, secondo il ministro siriano per la Gestione delle Emergenze Raed Al-Saleh. Le famiglie evacuate sono state ricollocate in alloggi temporanei, mentre il bilancio umano include almeno tre vittime, tra cui due bambini.
Piogge torrenziali e vittime nel nord-ovest siriano
Le piogge torrenziali hanno flagellato il nord-ovest della Siria, in particolare le zone occidentali di Idlib e la campagna di Latakia, provocando inondazioni improvvise che hanno sommerso 22 campi profughi e comunità rurali. Due bambini sono morti trascinati dalla corrente in un’area montuosa tra al Assaliya e Ain Issa, nella regione di Jabal Turkman, mentre un volontario della Syrian Arab Red Crescent ha perso la vita in un incidente stradale durante le operazioni di soccorso. Oltre 650 famiglie hanno subito la distruzione totale delle abitazioni, con più di 1.300 nuclei familiari danneggiati parzialmente, inclusi villaggi come Sheikh Hassan.
Danni estesi nei campi di sfollati a Idlib
Nei campi profughi di Idlib, come quello di Khirbet al Joz, le inondazioni hanno travolto tende e beni essenziali, colpendo 931 famiglie secondo stime del Syrian Network for Human Rights (SNHR). Di queste, 494 hanno perso completamente le loro tende, con 24 campi profughi che riportano danni significativi, tra erosione del terreno e crollo di strutture. L’esondazione del fiume Oronte (al-Assi) ha peggiorato la situazione, rendendo impraticabili strade sterrate e ostacolando i soccorsi. L’ospedale di Ain al Bayda è stato evacuato, con pazienti e incubatrici neonatali trasferiti d’urgenza.
Risposta umanitaria e crisi cronica
Le autorità hanno allestito sette rifugi temporanei in scuole dell’ovest di Idlib, distribuendo aiuti d’emergenza, coperte e assistenza medica. Squadre di difesa civile stanno pompando acqua e conducendo evacuazioni, ma SNHR denuncia carenze di attrezzature, macchinari e carburante. La provincia di Idlib ospita circa 1.150 campi profughi con oltre un milione di persone in condizioni precarie, prive di drenaggi e protezioni contro il maltempo. Save the Children avverte che 11 mila bambini sono a rischio per inondazioni e gelo, in un contesto di crisi ricorrente ogni inverno.
Appelli per aiuti e previsioni meteo
Il maltempo persistente aggrava una situazione già fragile, con previsioni di ulteriori precipitazioni che minacciano nuovi danni. ONG come SNHR e il Ministero siriano invocano soluzioni durature, inclusi alloggi dignitosi e infrastrutture resistenti. Le inondazioni a Idlib evidenziano la vulnerabilità dei campi profughi siriani, dove il maltempo trasforma tende in trappole mortali. La comunità internazionale è chiamata a intervenire per prevenire ulteriori tragedie in queste aree dimenticate.
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