Freddo e piogge invernali colpiscono le tendopoli nella Striscia di Gaza
Le temperature rigide e le forti piogge invernali stanno aggravando le sofferenze dei palestinesi sfollati nelle tendopoli della Striscia di Gaza, come a Nuseirat. Tende allagate, mancanza di combustibile e crolli di edifici causano morti tra i bambini, mentre il freddo intenso rende insostenibile la vita quotidiana. La crisi umanitaria persiste nonostante il cessate il fuoco fragile.
Nella Striscia di Gaza, l’arrivo delle piogge invernali ha trasformato le precarie tendopoli in scenari di disperazione. A Nuseirat, nel centro della striscia, le famiglie palestinesi lottano contro l’acqua che filtra dalle tende logore, esponendole al freddo polare e all’umidità. Temperature medie di gennaio oscillano tra gli 11°C e i 18°C, ma con vento e precipitazioni il disagio è amplificato per chi vive senza ripari adeguati.
Tendopoli allagate dal maltempo a Nuseirat
Le piogge intense hanno invaso le tendopoli di Gaza, causando allagamenti che distruggono i pochi beni delle famiglie. Maryam al-Madhoun, madre di sei figli, si è svegliata di notte con lenzuola e vestiti inzuppati: “L’acqua ci è piovuta addosso, abbiamo raccolto nei vasi”, racconta. Ha steso le coperte fuori dalla tenda, ammettendo: “La nostra vita è dura e misera, questa tenda non va né per l’estate né per l’inverno rigido“. Simili disagi colpiscono migliaia di sfollati palestinesi nelle città di tende sparse tra le macerie.
Il maltempo a Gaza ha trasformato strade sterrate in fango e provocato crolli di edifici danneggiati dai bombardamenti. UNICEF segnala almeno sei bambini morti per cause legate al clima rigido, tra cui una bimba di quattro anni travolta da un edificio crollato. Le precipitazioni invernali, con una probabilità del 14% a gennaio e fino a 9,8 mm per evento, rendono le tendopoli palestinesi invivibili.
Mancanza di riscaldamento nel freddo di Gaza
La scarsità di carburante e legna da ardere complica ulteriormente la sopravvivenza nel freddo della Striscia di Gaza. Shady al-Tatar, sfollato da Al-Mughraqa, ha comprato una nuova tenda dopo che la vecchia si era consumata, ma “il vento l’ha strappata di nuovo e l’acqua è filtrata”. Per scaldarsi, abbraccia i figli sotto una coperta: “È l’unico modo per proteggerci dal gelo”. Temperature minime intorno agli 11°C, percepite come più basse dal vento, minacciano soprattutto bambini e anziani.
Le condizioni meteo Gaza invernali, con massime di 18°C e minime di 11°C, sono mitigate in condizioni normali, ma per i residenti delle tendopoli equivalgono a un’emergenza. Piogge ripetute negli ultimi giorni hanno flagellato le tendopoli, esacerbando la crisi per oltre un milione di palestinesi sfollati.
Vittime del freddo e contesto umanitario
Il freddo intenso a Gaza ha già causato decessi per ipotermia, inclusi neonati e bambini come Rahaf Abu Jazar, Taim Al-Khawaja e Hadil Al-Masri di nove anni. Le tendopoli allagate espongono a rischi sanitari, con umidità che favorisce malattie. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, dal cessate il fuoco tra Israele e Hamas sono stati uccisi 416 palestinesi e feriti 1.142, per un totale di guerra di almeno 71.271 morti. I dati, gestiti da professionisti medici, sono considerati affidabili dalla comunità internazionale.
Entrando nel 2026, il cessate il fuoco resta fragile, mentre le piogge e freddo Gaza continuano a colpire. Famiglie come quelle di Saed Salhi vivono in ruderi pericolanti: “Un blocco di cemento su una colonna storta, coperto da un telo. Fa freddo e rischia di crollare”. Le crisi umanitarie Gaza si aggravano con l’inverno, richiedendo aiuti urgenti per ripari e riscaldamento.
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