Caldo mondiale record: ondate di calore marzo battono ogni limite

Le ondate di calore in marzo stanno frantumando record negli USA, con Denver a 29°C e l’Arizona oltre i 43°C. Montagne innevate diventano desolate mentre il cambiamento climatico amplifica eventi meteorologici estremi. Esperti avvertono di pericoli crescenti per la popolazione.
Il caldo mondiale sta raggiungendo livelli allarmanti, con ondate di calore primaverili che sconvolgono gli Stati Uniti. Montagne solitamente coperte di neve appaiono desolate mentre Denver ha registrato giovedì un nuovo record di marzo a 85°F (29,4°C), con previsioni di superamenti venerdì e sabato. Questa ondata di calore record nel Sudovest americano non è un episodio isolato, ma parte di una serie di eventi meteorologici estremi sempre più frequenti dovuti al riscaldamento globale.
Ondata di calore marzo negli USA frantuma record storici
Denver, nota per le sue nevicate tardive, ha visto temperature balzare a livelli estivi. Il record di marzo, fissato nel 1971 a 84°F, è stato superato giovedì con 85°F e si prevede di batterlo di nuovo nei giorni successivi. Un’enorme cresta di alta pressione sul Sudovest USA, con caratteristiche estive, sta pompando aria calda. Nel deserto dell’Arizona, si sono toccati 110°F (43,3°C) giovedì, il valore più alto mai registrato in marzo negli Stati Uniti. Luoghi in Arizona e California meridionale hanno rilevato 109°F (43°C), candidandosi come la giornata di marzo più calda della storia USA.
Montagne desolate e rischi per la siccità
Le montagne rocciose, normalmente imbiancate, sono rimaste prive di neve a causa di un inverno secco e caldo. Il manto nevoso è ai minimi storici, alimentando preoccupazioni per la siccità estiva. A Denver, le autorità stanno valutando restrizioni idriche, limitando l’irrigazione a due giorni settimanali. Condizioni secche aumentano il rischio di incendi boschivi, rendendo questa ondata di calore primaverile particolarmente insidiosa. Il National Weather Service prevede temperature fino a 30°F sopra la norma, con cieli sereni che intensificano il problema.
Cambiamento climatico rende impossibili questi estremi
Un rapporto del World Weather Attribution afferma che questa ondata di calore marzo sarebbe stata virtualmente impossibile senza il cambiamento climatico antropogenico. Scienziati la classificano come ultra-estrema, paragonabile all’ondata di calore del Pacifico Nordovest 2021, le inondazioni in Pakistan 2022 e uragani killer come Helene, Harvey e Sandy. La chief meteorologist di Climate Central, Bernadette Woods Placky, avverte: “Continuiamo a sentire ‘nuovo record’ e stiamo spingendo i limiti a livelli inéditi”. Il Climate Extremes Index della NOAA indica che l’area USA colpita da eventi estremi negli ultimi cinque anni è raddoppiata rispetto a 20 anni fa.
Aumento record di caldo e disastri meteorologici
Gli USA stanno battendo il 77% in più di record di caldo estremo rispetto agli anni ’70 e il 19% in più rispetto agli anni 2010, secondo analisi AP su dati NOAA. Il numero di disastri meteorologici da miliardi di dollari, corretti per inflazione, è raddoppiato negli ultimi due anni rispetto a 10 anni fa e quadruplicato rispetto a 30 anni fa. Non si tratta solo di super caldo, ma di uragani letali, siccità e piogge torrenziali amplificati dal riscaldamento globale. Esperti sottolineano come questi eventi meteorologici estremi colpiscano in tempi e luoghi anomali, colpendo impreparati lavoratori e comunità.
Pericoli per la popolazione e impreparazione
Il Sudovest USA è abituato al caldo mortale, ma non con tre mesi di anticipo. Placky evidenzia rischi per attività all’aperto, lavoratori e centri di raffreddamento non sempre pronti. “Cosa facciamo fuori, a che ora, quali implicazioni per i lavoratori?”, chiede. Questa ondata di calore anomala coglie di sorpresa, aumentando i pericoli per la salute. Mentre il caldo mondiale accelera, gli esperti lanciano l’allarme: la frequenza di questi record termici sta normalizzando l’anormale, richiedendo maggiore vigilanza.
© Iconameteo.it - Il presente contenuto è riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Iconameteo.it) e il link al contenuto originale