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Alluvione in Portogallo: esondazioni, evacuazioni e stato di calamità

Alluvione in Portogallo devasta il centro del paese con fiumi Mondego e Vouga in piena, causando crolli infrastrutturali e migliaia di sfollati. A Coimbra paura per la diga di Aguieira, mentre l’Aeronautica militare schiera 560 uomini. Il governo dichiara lo stato di calamità fino al 15 febbraio tra piogge torrenziali e tempeste.

Il Portogallo è flagellato da un’ondata di maltempo eccezionale, con piogge torrenziali che hanno provocato diffuse alluvioni soprattutto nelle regioni centrali. Fiumi come il Mondego e il Vouga sono esondati, allagando centinaia di case e ettari di campi agricoli, come mostrato dalle immagini aeree riprese giovedì 12 febbraio dall’Aeronautica portoghese. Queste riprese rivelano l’entità dei danni in aree rurali e urbane, con infrastrutture compromesse e popolazioni isolate.

Esondazioni e crollo dell’autostrada A1

Nel distretto di Coimbra, il fiume Mondego ha rotto gli argini, provocando il crollo di un tratto dell’autostrada A1, la principale arteria nord-sud del paese, paragonabile all’Autosole italiana. Le immagini dei droni mostrano l’acqua che erode terrapieni e si riversa sui campi vicini, isolando residenti e chiudendo decine di strade. A Albergaria-a-Velha, evacuazioni sono state necessarie per rischio frane, mentre il livello dei fiumi continua a salire pericolosamente. Il Mondego, il fiume più lungo del Portogallo nato nella Serra da Estrela, minaccia ora zone come Montemor-o-Velho e Figueira da Foz.

Coimbra sotto minaccia: la diga di Aguieira

Nella storica città universitaria di Coimbra, le autorità hanno distribuito volantini di allerta per una possibile grande alluvione, stimando l’evacuazione di 9.000 persone dalle zone basse, anche se alla fine della giornata di venerdì 13 febbraio la Protezione Civile ha revocato l’ordine grazie a piogge meno intense. I livelli della diga di Aguieira sul Mondego hanno raggiunto il 99% di capacità, con una scarica controllata che ha generato potenti flussi d’acqua. Nonostante un lieve calo notturno, ulteriori precipitazioni attese hanno alimentato timori di esondazione a valle. Scuole, Università di Coimbra e attività commerciali sono state chiuse, con sandbag alle entrate di negozi e ristoranti.

Intervento militare e stato di calamità

L’Aeronautica portoghese ha schierato 560 militari per assistere le popolazioni colpite in tutto il paese, come annunciato in un comunicato del 13 febbraio. Il governo ha proclamato lo stato di calamità fino al 15 febbraio 2026, a causa di blackout elettrici, interruzioni ferroviarie e rischio di nuove inondazioni, frane e disagi ai trasporti. Le tempeste Kristin, Leonardo e Marta hanno devastato la penisola iberica, con venti fino a 120 km/h e onde di 13 metri, colpendo anche Spagna e Nord Africa.

Bilancio umano e danni diffusi

Il bilancio è tragico: 16 morti attribuiti al maltempo, con ritardi nei soccorsi che hanno portato alle dimissioni della ministra degli Interni, Maria Lùcia Amaral. Migliaia di evacuati, tra cui 3.000 solo a Coimbra nella notte tra 11 e 12 febbraio, e ulteriori operazioni ad Alcácer do Sal per l’esondazione del Sado. Immagini satellitari di Copernicus Sentinel-1 mostrano inondazioni estese nel bacino del Tago, con aree in rosso per l’acqua alta. Il presidente dell’Agenzia ambientale ha definito “brutali” le piogge, equivalenti al 20% della media annua in 48 ore.

Prospettive meteorologiche

Fino al 15 febbraio, previste ulteriori piogge intense, temporali e venti forti, con allerta arancione in nove distretti. Il Portogallo affronta le peggiori alluvioni da decenni, con gommoni come mezzo di trasporto nelle zone allagate e il Premier Montenegro che assume ad interim gli Interni.

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