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Uscita materie Maturità 2026: attesa per decreto ministeriale entro fine gennaio

L’uscita delle materie per la Maturità 2026 è imminente, con il Ministero dell’Istruzione che pubblicherà il decreto entro il 31 gennaio. Gli studenti attendono le discipline della seconda prova e le quattro materie dell’orale, mentre le date delle prove sono già fissate al 18 e 19 giugno. Ecco tutto ciò che sappiamo sull’esame di maturità 2026 e le novità in arrivo.

Con l’avvicinarsi della fine di gennaio 2026, cresce l’attesa tra i circa 500mila studenti per l’uscita delle materie per la Maturità 2026. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha tempo fino al 31 gennaio per comunicare ufficialmente le discipline della seconda prova scritta, diversa per ogni indirizzo di studio, e le quattro materie oggetto del colloquio orale. Questa prassi annuale, prevista dal decreto legislativo 62/2017, mantiene alta la suspense tra i maturandi che si preparano all’esame di stato conclusivo dei corsi di istruzione secondaria superiore.

La struttura dell’esame di Maturità 2026 rimane invariata rispetto agli anni precedenti: la prima prova scritta di italiano si svolgerà giovedì 18 giugno alle 8:30, uguale per tutti gli indirizzi, con sette tracce divise in tre tipologie (analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità). Il giorno successivo, venerdì 19 giugno, scatterà la seconda prova nazionale sulla disciplina caratterizzante il percorso di studi, con durata tra le sei e le otto ore. A chiudere l’esame sarà il colloquio multidisciplinare, che includerà PCTO, Educazione civica e le quattro materie indicate dal Ministero, senza più lo spunto iniziale tradizionale.

Date e tempistiche delle prove

Le date delle prove scritte per la Maturità 2026 sono state confermate: prima prova il 18 giugno e seconda il 19 giugno, entrambe alle 8:30 del mattino. L’orale potrà iniziare dal lunedì successivo, con studenti che dovranno affrontare un percorso strutturato su quattro discipline precise, più elementi come i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) e l’Educazione civica. Per chi avrà un 6 in condotta, scatterà l’obbligo di presentare una tesina su cittadinanza attiva durante il colloquio. L’uscita delle materie della Maturità 2026 è cruciale perché permette ai ragazzi di focalizzare lo studio negli ultimi mesi.

Materie della seconda prova per indirizzo

Sebbene le materie per la Maturità 2026 non siano ancora ufficiali, la tradizione ministeriale prevede scelte tra le discipline caratterizzanti: per il Liceo classico potrebbe essere Latino o Greco, per lo Scientifico Matematica o Fisica, mentre per il Liceo linguistico una lingua straniera (1, 2 o 3). Nei Licei artistici e nei Tecnici, le opzioni ruotano intorno a discipline come Design, Economia aziendale o Scienze degli alimenti. Per gli istituti professionali, la seconda prova riguarderà materie specifiche come Tecniche professionali dei servizi commerciali. Storico alla mano, il Ministero alterna le materie per bilanciare la preparazione, come visto nelle edizioni passate con prove miste.

Novità sul colloquio orale

Una delle principali innovazioni per la Maturità 2026 è il colloquio limitato a quattro materie decise dal Ministero, applicabile a licei, tecnici e professionali senza distinzioni. Si presume l’inclusione di Italiano e della materia della seconda prova, con altre due esterne per mantenere l’alternanza interna/esterna . Questo formato elimina i collegamenti multidisciplinari liberi, puntando su un’analisi più mirata, con maggiore enfasi su PCTO ed Educazione civica. Gli studenti temono di più materie come Matematica, Latino, Greco e lingue, che richiedono ragionamento profondo e incidono sul voto finale.

Preparazione e pronostici

Mentre si attende l’uscita delle materie per la Maturità 2026, i maturandi possono consultare tabelle riepilogative per indirizzo e simulare prove passate. Il sito del Ministero è in aggiornamento, ma la conferma arriverà presto, permettendo una focalizzazione mirata. Esperti consigliano di studiare nuclei tematici di indirizzo e prepararsi a tracce strutturate, gestibili con metodo e consapevolezza. L’ansia per il “toto-materie” è palpabile, ma la routine ministeriale rassicura: tutto entro fine gennaio.

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