Terremoto a Cuba: scossa di magnitudo 5,5 al largo di Guantanamo
Una scossa sismica di magnitudo 5,5 ha colpito Cuba domenica mattina, localizzata a circa 85 chilometri a est di Guantanamo. Nessuna vittima o danno materiale è stato segnalato, ma le autorità mantengono alta l'attenzione data la vulnerabilità sismica della regione orientale dell'isola.

Un terremoto di magnitudo 5,5 ha scosso Cuba nella mattinata di domenica 8 febbraio 2026, secondo quanto riportato dal Centro Sismologico Euro-Mediterraneo (EMSC). L’evento tellurico si è verificato alle 13:00 ora italiana a circa 85 chilometri a est della città di Guantanamo, con un ipocentro localizzato a una profondità di 15 chilometri. Inizialmente l’EMSC aveva segnalato una magnitudo di 5,9, successivamente abbassata a 5,5. Nonostante la significatività della scossa sismica cubana, le autorità locali e i servizi di protezione civile non hanno segnalato vittime né danni materiali rilevanti.
La dinamica tettonica della regione
Cuba si trova in una posizione particolarmente delicata dal punto di vista sismico, posizionata sul confine dinamico tra la placca Nordamericana e quella Caraibica. L’attività sismica a Cuba è principalmente concentrata nella parte orientale dell’isola, dove corre la Faglia di Oriente, una profonda frattura sottomarina responsabile di oltre il 70% dell’attività sismica nazionale. Questa faglia di Oriente Cuba rappresenta una delle zone più sismicamente attive dei Caraibi, rendendo la regione orientale particolarmente vulnerabile a terremoti di magnitudo significativa.
Il contesto storico e recente
La storia sismica di Cuba è ricca di eventi significativi. Dall’isola ha dovuto affrontare grandi sismi distruttivi nel 1766 e nel 1932, fino ai recenti eventi del 2024. Nel novembre 2024, una scossa di magnitudo 6,8 ha colpito la provincia di Granma, generando migliaia di repliche che si sono protratte per tutto il 2025. Questo recente terremoto nella provincia di Granma ha confermato che la regione di Santiago di Cuba e Pilón rimane l’epicentro del rischio sismico nazionale. La sequenza sismica cubana di domenica ha registrato oltre 30 repliche nelle prime due ore, con 21 nella prima ora e 12 nella seconda, sebbene nessuna percepibile dalla popolazione.
Monitoraggio e preparazione
Il Centro Nazionale di Ricerche Sismologiche (CENAIS) coordina una rete avanzata di monitoraggio che ha registrato il sisma cubano con precisione. Le massime autorità del Partito e del Governo di Santiago di Cuba si sono recate alla Stazione Sismologica Centrale per conoscere i dettagli dell’evento e il comportamento della sequenza sismica successiva. Gli specialisti hanno confermato che il terremoto al largo di Cuba non ha generato condizioni per uno tsunami, escludendo qualsiasi allerta di questo tipo. La vera sfida per le autorità cubane rimane la vulnerabilità strutturale del patrimonio edilizio, soprattutto nelle aree più esposte come Guantanamo, che conta circa 272.000 abitanti.
Differenze di rischio nell’arcipelago
Il rischio sismico non è uniforme lungo tutto l’arcipelago cubano. Mentre l’Oriente è in prima linea con la sismicità della regione orientale cubana, l’Avana e il centro dell’isola vivono una sismicità “intraplacca”, decisamente più rara e sporadica. Le autorità scientifiche hanno raccomandato alla popolazione di mantenere la calma, controllare eventuali strutture vulnerabili e rimanere attenti alle informazioni ufficiali. La campagna scientifica GEOMARHIS, svolta a bordo della nave RRS James Cook, ha fornito informazioni chiave per comprendere meglio la minaccia sismica e degli tsunami nella regione dei Caraibi, contribuendo a migliorare la preparazione e la risposta alle emergenze.
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