Tempesta geomagnetica 19-21 marzo 2026: aurore e effetti sul pianeta
La tempesta geomagnetica prevista dal 19 al 21 marzo 2026 agita la magnetosfera terrestre grazie a una espulsione di massa coronale dal Sole. Esperti della NOAA monitorano l'evento per possibili aurore boreali visibili a latitudini medie e disturbi a satelliti e comunicazioni radio. Il ciclo solare massimo amplifica questi fenomeni spaziali.
La tempesta geomagnetica tra il 19 e il 21 marzo 2026 rappresenta un evento significativo nel contesto dell’attività solare attuale. Secondo i previsori del Space Weather Prediction Center della NOAA, una potente espulsione di massa coronale, o CME, partita da una macchia solare attiva, sta per interagire con il campo magnetico terrestre. Questo fenomeno, classificato potenzialmente come tempesta G2 o G3, inizia oggi 19 marzo e potrebbe protrarsi fino al 21 marzo, influenzando la magnetosfera del nostro pianeta.
Al centro dell’evento c’è un brillamento solare di classe X, tra i più intensi registrati nel ciclo solare 25. La macchia solare responsabile ha espulso una nube di plasma ad alta velocità, diretta parzialmente verso la Terra. Quando questa CME collide con la magnetosfera terrestre, genera fluttuazioni nel campo magnetico, tipiche delle tempeste geomagnetiche. Simili interazioni si sono verificate in passato, come quelle di gennaio 2026, confermando la crescente attività solare vicina al massimo solare previsto per il 2025-2026.
Classificazione e monitoraggio NOAA
Le tempeste geomagnetiche sono scalate da G1 a G5 dalla NOAA. Per il periodo 19-21 marzo 2026, si prevede un’intensità G2-G3, con picco intorno al 20 marzo. Il Space Weather Prediction Center emette allerte in tempo reale, tracciando la traiettoria della CME tramite satelliti come SOHO e SDO. Questi dati permettono di prevedere l’arrivo del plasma solare, essenziale per mitigare rischi su infrastrutture critiche.
Aurore boreali visibili in Europa
Uno degli effetti più affascinanti della tempesta geomagnetica 19-21 marzo 2026 sarà la comparsa di aurore boreali e australi. Particelle solari cariche, deviate dal campo magnetico, eccitano l’atmosfera producendo luci colorate. In eventi analoghi, come maggio 2025, aurore polari sono state avvistate in Italia settentrionale, Scandinavia e oltre. Per questi giorni, osservatori in Europa settentrionale e centrali potrebbero godere di spettacoli celesti, tempo permettendo.
Effetti su satelliti e comunicazioni
Le tempeste geomagnetiche inducono correnti geomagnetiche che perturbano satelliti GPS, comunicazioni radio HF e reti elettriche. Navigazioni aeree e sistemi di posizionamento potrebbero subire interferenze minori, mentre satelliti geostazionari rischiano sovraccarichi. Storici episodi G3, come gennaio 2026, hanno causato blackout radio temporanei, ma senza danni permanenti. Il monitoraggio continuo garantisce resilienza tecnologica.
Contesto del ciclo solare attuale
Il ciclo undecennale solare si avvicina al picco, con un aumento di brillamenti solari e CME. La tempesta geomagnetica 19-21 marzo 2026 si inserisce in questa fase dinamica, simile a quella del 2025. Scienziati sottolineano l’importanza di questi eventi per studiare la meteorologia spaziale e proteggere asset orbitali. L’attività solare persisterà, promettendo ulteriori osservazioni nei prossimi mesi.
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