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Referendum sulla giustizia: i sondaggi rivelano una sfida incerta tra sì e no

A poco più di un mese dal voto del 22 e 23 marzo, i sondaggi sul referendum giustizia mostrano scenari contrastanti con il risultato referendum ancora in bilico tra le due posizioni.

Il panorama dei sondaggi referendum giustizia che precedono la consultazione del 22 e 23 marzo 2026 si presenta frammentato e incerto, con risultati che variano significativamente a seconda dell’istituto di ricerca e della metodologia utilizzata. Quella che emerge è un’Italia profondamente divisa sulla riforma della giustizia, con scenari che dipendono crucialmente dall’affluenza alle urne. Le ultime rilevazioni fotografano una situazione dove nessuna delle due posizioni può dirsi sicura della vittoria, rendendo questo referendum confermativo uno dei più incerti degli ultimi anni.

Le divergenze nei dati: da un vantaggio del sì al testa a testa

I dati sondaggi presentano oscillazioni significative che riflettono l’elevata volatilità dell’opinione pubblica su questo tema. Secondo il sondaggio dell’Istituto Only Numbers per Porta a Porta, il sì mantiene un vantaggio di quasi 5 punti percentuali, attestandosi al 52,3% contro il 47,7% del no, con il 47,2% degli italiani che dichiara di votare a favore della riforma della giustizia. Tuttavia, altre rilevazioni raccontano una storia diversa. Il sondaggio Swg per TgLa7 registra un vero e proprio testa a testa, con entrambe le posizioni al 38% dei consensi. Ancora più critico per il fronte del sì è il sondaggio Ipsos di Nando Pagnoncelli, che evidenzia una lieve prevalenza del no con il 50,6% contro il 49,4% del sì.

Questa variabilità nei risultati sondaggi referendum non è casuale: riflette la genuine incertezza degli italiani di fronte a una riforma complessa. Il sondaggio Fanpage registra il sì al 44,9%, in calo rispetto alle rilevazioni precedenti, mentre il no guadagna terreno salendo al 36,9%. La tendenza generale che emerge dai vari sondaggi sulla riforma della giustizia è quella di un progressivo recupero del fronte oppositore, che sta conquistando consensi dall’area degli indecisi.

L’affluenza come elemento decisivo

Un aspetto cruciale emerso da tutti i sondaggi sul voto referendum è il ruolo determinante dell’affluenza nel definire l’esito finale. Secondo le rilevazioni YouTrend per Sky TG24, in caso di bassa affluenza al 46,5%, il no vincerebbe con il 51,1% contro il 48,9% del sì. Tuttavia, con un’affluenza più alta al 58,5%, la situazione si rovescerebbe completamente, con il sì che passerebbe al 52,6% contro il 47,4% del no. L’Ipsos di Pagnoncelli conferma questa dinamica: con un’affluenza al 46%, il sì otterrebbe il 51,5% contro il 48,5% del no, mentre con una partecipazione al 52%, il sì raggiungerebbe il 53,7% contro il 46,3% del no.

Le previsioni sull’affluenza ai sondaggi referendum giustizia collocano la partecipazione tra il 40% e il 50%, con la Swg che stima una forbice compresa tra il 46% e il 50%. Questa incertezza sulla partecipazione rende particolarmente difficile formulare previsioni affidabili sul risultato del referendum.

Le fratture politiche e i contenuti della riforma

La consultazione sulla riforma della giustizia rivela profonde spaccature lungo linee politiche nette. Nel centrodestra, oltre il 92% degli elettori voterebbe sì, mentre nel campo largo del centrosinistra il no prevale quasi a quota 86%. Tra gli elettori del Pd, solo il 10% sostiene la riforma, mentre nel M5S la percentuale sale al 24%.

Riguardo ai contenuti specifici della riforma della giustizia, i sondaggi mostrano consensi più moderati. La proposta di introdurre due diversi Consigli superiori della magistratura ottiene il favore del 42,2% degli intervistati, mentre il 34,2% si dichiara contrario. La composizione dei Consigli con due terzi di magistrati sorteggiati e un terzo di professionisti esterni registra un più stretto equilibrio, con il 38,7% favorevole e il 37,9% contrario. Infine, la creazione di un’alta corte disciplinare per giudicare i magistrati raccoglie il sì del 40,4% contro il 36,2% di contrari.

Le prossime settimane cruciali

Con poco più di un mese al voto, i sondaggi referendum continueranno a evolversi man mano che la campagna referendaria si intensificherà e l’informazione sui contenuti della riforma della giustizia raggiungerà fasce più ampie di elettori. L’area degli indecisi, che rimane significativa in tutti i sondaggi sul referendum giustizia, rappresenta il vero campo di battaglia. La prossima fase della campagna sarà determinante nel definire come questi elettori incerti si orienteranno, potenzialmente modificando gli equilibri attuali e influenzando il risultato finale della consultazione.

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