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Nuovo esame di maturità 2026: conoscenze, competenze e responsabilità

Il nuovo esame di maturità 2026 introduce cambiamenti radicali per valutare non solo conoscenze e competenze, ma anche impegno, autonomia e responsabilità. Dal colloquio obbligatorio alle materie annunciate a gennaio, la riforma del Mim mira a una prova più seria e orientativa per circa 500mila studenti.

Il nuovo esame di maturità 2026 segna un turning point per gli studenti italiani della secondaria di secondo grado. Annunciato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim), questo restyling elimina ambiguità passate e punta dritto a misurare conoscenze e competenze insieme a impegno, autonomia e responsabilità. Immaginate un esame che non è solo un test di memoria, ma un trampolino per il futuro: ecco cosa réserve per i maturandi del prossimo anno.

Struttura delle prove rivisitata

La prima prova resta il classico tema di italiano, comune a tutti gli indirizzi, in programma il 18 giugno 2026 alle 8:30. La seconda prova scritta, invece, si adegua perfettamente ai percorsi di studio: latino o greco al liceo classico, matematica, fisica o scienze agli scientifici, con quesiti di logica e comprensione del testo per stimolare il ragionamento critico. Queste modifiche assicurano che l’esame rifletta fedelmente i programmi scolastici, valorizzando competenze pratiche oltre alla teoria.

Colloquio obbligatorio e materie a sorpresa

Il clou della riforma è il colloquio orale, reso obbligatorio: senza di esso, addio diploma e si ripete l’anno. Non più su tutte le materie, ma su quattro discipline scelte dal Mim e svelate entro fine gennaio 2026, più educazione civica e i nuovi “percorsi di formazione scuola-lavoro” (ex Pcto). Questo shift rende l’orale interdisciplinare e selettivo, focalizzato su impegno, autonomia e responsabilità, con un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale.

Commissioni più snelle e voto in condotta decisivo

Le commissioni passano da sette a cinque membri: due interni, due esterni e un presidente esterno, tutti formati appositamente. Il ministro Giuseppe Valditara ha tuonato: “Sarà una Maturità più seria“. Il voto in condotta incide pesantemente: un 5 porta bocciatura automatica, un 6 richiede una prova di cittadinanza attiva, e solo con almeno 9 si accede al punteggio massimo, inclusi bonus fino a 3 punti oltre i 90. L’esame acquisisce così una funzione orientativa, guidando verso università o lavoro.

Queste novità, spiegate dettagliatamente dal Mim, rispondono a proteste passate come i boicottaggi dell’orale nel 2025. Per i 500mila studenti coinvolti, il messaggio è chiaro: la Maturità 2026 premia chi dimostra responsabilità oltre alle conoscenze. Un passo verso una scuola più matura, letteralmente.

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