Nicolás Maduro catturato: gli sviluppi della crisi in Venezuela
Gli Stati Uniti hanno condotto un attacco su larga scala contro Venezuela, catturando il presidente Nicolás Maduro e sua moglie. L’operazione conclude mesi di escalation tra Washington e Caracas, segnando un punto di svolta nella situazione politica venezuelana.
Nella mattinata di sabato 3 gennaio 2026, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato il successo di un’operazione militare senza precedenti contro Venezuela. Secondo la comunicazione ufficiale, il leader venezuelano Nicolás Maduro è stato catturato insieme a sua moglie e trasferito fuori dal paese. L’operazione rappresenta l’apice di una serie di tensioni che hanno caratterizzato le relazioni tra Washington e Caracas negli ultimi mesi, trasformando la crisi venezuelana in una questione di rilevanza internazionale.
L’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela
La situazione in Venezuela ha subito un’accelerazione significativa a partire dall’estate del 2025, quando gli Stati Uniti hanno accusato formalmente Maduro di essere il leader del cosiddetto Cartel dei Soli, designandolo come organizzazione terrorista. A luglio, Washington aveva già offerto una ricompensa di 50 milioni di dollari per informazioni che conducessero all’arresto del presidente venezuelano. Queste azioni rappresentavano una chiara escalation della politica estera americana nei confronti di Caracas, creando un clima di crescente ostilità diplomatica e militare.
Nel corso dei mesi precedenti, Trump aveva annunciato il dispiegamento di una massiccia flotta militare nel Mar dei Caraibi, giustificando la mossa come operazione per combattere il narcotraffico. Il governo venezuelano, tuttavia, ha sempre sostenuto che l’obiettivo reale fosse un cambio di regime. Le tensioni si sono ulteriormente intensificate quando Trump ha ordinato il blocco totale dei petroliferi venezuelani, una misura che avrebbe avuto gravi conseguenze economiche per il paese sudamericano.
La reazione del governo venezuelano e gli appelli internazionali
Di fronte alle minacce crescenti, Maduro ha cercato di mobilitare il supporto internazionale contattando il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres. Il presidente venezuelano ha denunciato quella che ha definito una “diplomazia della barbarie” e ha sottolineato le “gravi implicazioni per la pace regionale”. Caracas ha inoltre dichiarato lo stato di emergenza nazionale in risposta all’attacco, ordinando il dispiegamento delle forze di difesa e chiamando la popolazione a mobilitarsi contro quella che ha definito una “gravissima aggressione militare”.
Il governo venezuelano ha negato sistematicamente le accuse relative ai legami con il narcotraffico, definendole un “invento”. Tuttavia, le autorità statunitensi hanno citato testimonianze di ex funzionari venezuelani, incluso un ex capo dell’intelligence militare, per sostenere le loro affermazioni riguardanti il coinvolgimento di Maduro in attività criminali.
Le conseguenze dell’operazione militare americana
L’attacco ha comportato esplosioni in diverse località venezuelane, incluse aree civili e militari negli stati di Miranda, Aragua, La Guaira e nella capitale Caracas. Trump ha dichiarato che l’operazione è stata condotta in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi e ha promesso di fornire ulteriori dettagli durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago. La cattura di Maduro rappresenta un momento cruciale nella politica latinoamericana contemporanea e solleva importanti questioni riguardanti il diritto internazionale e la sovranità nazionale.
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