Morto Gilberto Salmoni, ultimo sopravvissuto genovese ai campi di stermino nazisti

Gilberto Salmoni, ultimo sopravvissuto genovese ai campi di stermino nazisti, è morto il 1 febbraio a 97 anni dopo un ricovero per problemi respiratori. Testimone della Shoah e presidente onorario dell’Aned Liguria, aveva da poco ricevuto il Grifo d’Oro da Genova. La sua vita ha incarnato la memoria dell’olocausto.
Gilberto Salmoni, riconosciuto come l’ultimo sopravvissuto genovese al campo di stermino nazista di Buchenwald, si è spento il primo febbraio all’età di 97 anni, dopo un breve ricovero ospedaliero causato da problemi respiratori. Nato a Genova nel 1928, Salmoni era diventato un simbolo vivente della memoria della Shoah, dedicando la sua esistenza a testimoniare gli orrori dei lager nazisti. Pochi giorni prima della sua scomparsa, alla vigilia del Giorno della Memoria, aveva ricevuto il prestigioso Grifo d’Oro, la massima onorificenza della città ligure, dalle mani della sindaca Silvia Salis.
Arresto e deportazione verso l’inferno di Buchenwald
La tragedia di Gilberto Salmoni ebbe inizio nel 1944, quando, a soli 16 anni, fu arrestato insieme alla famiglia dai repubblichini mentre tentava la fuga verso la Svizzera. Portati al campo di smistamento di Fossoli, furono poi consegnati ai nazisti. Il 1 agosto 1944, i fratelli Gilberto e Renato furono separati dai genitori e dalla sorella Dora, quest’ultima uccisa ad Auschwitz insieme ai genitori. Gilberto, contrassegnato dal triangolo rosso dei prigionieri politici e dal numero 44753 cucito sulla giacca, fu trasferito a Buchenwald. Assegnato inizialmente al blocco 43 per la quarantena, dopo il bombardamento alleato del 24 agosto 1944 fu spostato al blocco 48, dove fu costretto a lavorare per l’industria bellica tedesca, subendo torture e soprusi fino alla liberazione da parte degli americani.
Una vita dedicata alla testimonianza e alla memoria
Sopravvissuto all’ultimo sopravvissuto genovese ai campi di stermino nazisti, Gilberto Salmoni trasformò il suo dolore in impegno civile. Laureato in ingegneria e psicologia, divenne presidente onorario dell’Aned Liguria (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti) e un pilastro per l’Anpi Genova nel comune impegno antifascista. Ha scritto libri e tenuto innumerevoli testimonianze, soprattutto ai giovani, sottolineando l’importanza della libertà e il rifiuto delle leggi razziali. “Ricordiamo un passato molto oscuro”, diceva, ricordando come le leggi razziali lo avevano escluso dalla scuola elementare. La sua voce semplice e mai urlata è stata un presidio contro negazionismo e indifferenza.
Il riconoscimento di Genova e i tributi delle istituzioni
Genova ha voluto onorare Gilberto Salmoni con il Grifo d’Oro, consegnato dalla sindaca Silvia Salis, che lo ha definito “un manifesto vivente della memoria collettiva”. Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha espresso dolore per la perdita di “un testimone prezioso degli orrori della Shoah”, ricordando la Medaglia Città di Genova del 2020. L’Istituto ligure per la Resistenza, attraverso Mino Ronzitti, ha parlato di “grande dolore per la perdita di una voce fondamentale”. Anche la Comunità Ebraica romana e Carola Funaro, assessore alla Memoria, hanno reso omaggio al sopravvissuto a Buchenwald, ultimo italiano del lager, come impegno verso le nuove generazioni.
L’eredità di un testimone instancabile
Con la morte di Gilberto Salmoni il 1 febbraio a 97 anni, l’Italia perde l’ultimo sopravvissuto genovese ai campi di stermino nazisti e un baluardo della memoria. La sua determinazione, unita all’unità tra prigionieri politici, gli permise di sopravvivere a Buchenwald. Oggi, in un’epoca di rigurgiti d’odio, la sua lezione resta attuale: trasformare la sofferenza in responsabilità collettiva.
© Iconameteo.it - Il presente contenuto è riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Iconameteo.it) e il link al contenuto originale