Frana di Petacciato: con un fronte di quattro chilometri, rappresenta la più estesa d’Europa
La frana di Petacciato in Molise si è riattivata il 7 aprile 2026, paralizzando le infrastrutture adriatiche e causando l'evacuazione di sessanta persone
La mattina del 7 aprile 2026 segna un nuovo capitolo della storia geologica del Molise, quando la frana di Petacciato si riattiva alle 9:30, determinando una situazione di gravissima emergenza nazionale. Il fenomeno, noto da oltre 110 anni, presenta caratteristiche eccezionali: un fronte di quattro chilometri, il più esteso d’Europa, con una lunghezza complessiva di circa due chilometri. La frana Petacciato scende direttamente verso la costa, interessando autostrada, ferrovia e strada statale, infrastrutture vitali per i collegamenti del Paese.
L’attivazione e le cause meteorologiche
La riattivazione della frana in Molise è stata determinata da piogge abbondanti e costanti che hanno interessato il territorio molisano nei giorni precedenti. Secondo gli studi tecnici, la frana di Petacciato in Molise si attiva quando in 180 giorni si accumulano precipitazioni per 550 millimetri, soglia che mette in movimento il corpo di frana. Gli esperti dell’Ordine dei geologi del Molise confermano il collegamento diretto tra la riattivazione di martedì e gli eventi piovosi eccezionali della settimana precedente, che hanno determinato apporti superiori ai 200 millimetri e una marcata saturazione dei suoli.
Le conseguenze sulla viabilità e le evacuazioni
Il movimento franoso ha prodotto effetti devastanti sulla rete dei collegamenti. L’Autostrada A14 è stata interrotta nel tratto tra Montenero di Bisaccia e Termoli in entrambe le direzioni, paralizzando il traffico lungo la dorsale adriatica. La circolazione ferroviaria sulla linea Adriatica risulta sospesa tra Vasto e Termoli, mentre la Strada Statale 16 rimane compromessa da precedenti danni. La provincia di Campobasso ha disposto la chiusura di tutte le scuole per l’8 aprile, compresa l’Università degli Studi del Molise. Circa sessanta persone sono state evacuate da Petacciato, con il Comitato Operativo attivato in seduta permanente per coordinare l’assistenza alla popolazione e le soluzioni alternative di collegamento.
Tempi di ripristino e interventi tecnici previsti
Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile, ha dichiarato che la situazione è molto complessa e il ripristino richiederà qualche settimana se non qualche mese. Il presidente della Regione Molise Francesco Roberti ha sottolineato che questa rappresenta un’emergenza nazionale, con priorità assoluta sulla sicurezza delle persone e il ripristino dei collegamenti. Ogni azione sulla viabilità e sulla rete ferroviaria sarà valutata solo al termine delle verifiche tecniche in corso. Sono già stati assegnati lavori per circa 27 milioni di euro basati su un progetto di drenaggio profondo con 50 pozzi di grande diametro, volti a ridurre la pressione all’interno del corpo di frana e impedire i movimenti futuri della frana di Petacciato.
La storia della frana molisana
Le segnalazioni relative al fenomeno franoso risalgono al 1906, mentre gli studi indicano che la frana di Petacciato si è attivata circa quindici volte dall’Ottocento, soprattutto in occasione di eventi piovosi eccezionali. L’ultimo importante movimento risale al 18 marzo 2015, quando fu necessario abbattere una decina di case. All’epoca, i geologi della Regione Molise dichiararono che con questa frana non si poteva fare nulla e bisognava conviverci, ma le tecniche moderne hanno oggi offerto soluzioni alternative per gestire il fenomeno e limitarne gli effetti devastanti sulla popolazione e sulle infrastrutture regionali.
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