Dimissioni di Gattuso da allenatore della Nazionale: fine di un ciclo travagliato

Le dimissioni di Gattuso da allenatore della nazionale segnano un’altra crisi per il calcio italiano dopo l’ennesima esclusione dai Mondiali. Nominato nel giugno 2025, il ct lascia con un bilancio positivo ma segnato dallo spareggio perso contro la Bosnia.
La nazionale italiana di calcio maschile si trova di nuovo senza guida tecnica. Gennaro Gattuso, commissario tecnico da meno di un anno, è pronto a lasciare la panchina azzurra. La decisione arriva dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, la terza consecutiva per l’Italia, che ha innescato una serie di addii al vertice della Federcalcio.
Nomina e prime sfide
Gattuso era stato nominato allenatore della nazionale il 15 giugno 2025, subentrando a Luciano Spalletti esonerato dopo un avvio deludente delle qualificazioni. Campione del mondo nel 2006 con 73 presenze in azzurro da calciatore, Rino portava in dote un’esperienza ultradecennale tra club prestigiosi come Milan e Napoli. L’obiettivo era rilanciare un gruppo demotivato, ma il percorso si è rivelato irto di ostacoli sin dall’inizio.
Il debutto ufficiale di Gattuso con la nazionale è stato promettente: un netto 5-0 contro l’Estonia a Bergamo, seguito da un combattuto 5-4 ai danni di Israele a Debrecen. Questi risultati avevano alimentato ottimismo, suggerendo un cambio di rotta dopo le delusioni precedenti. Tuttavia, il bilancio complessivo delle otto partite dirette da Gattuso – sei vittorie, un pareggio e una sconfitta contro la Norvegia – non è bastato a evitare il dramma dello spareggio.
Lo spareggio fatale contro la Bosnia
Il momento decisivo è arrivato nello spareggio contro la Bosnia. Dopo l’1-1 nei tempi regolamentari a Zenica, l’Italia è uscita sconfitta ai calci di rigore, sancendo l’eliminazione dalle competizioni iridate. Questa sconfitta ha rappresentato il punto di non ritorno, aprendo una crisi profonda che ha portato prima alle dimissioni del presidente FIGC Gabriele Gravina e del capo delegazione Gianluigi Buffon.
Ora, anche Gattuso segue la stessa strada. Secondo fonti vicine alla Federcalcio, la trattativa per la risoluzione consensuale del contratto è in fase avanzata e manca solo la firma per formalizzare la separazione. L’ex ct ha espresso il suo addio “con il dolore nel cuore”, riconoscendo il fallimento collettivo ma difendendo il lavoro svolto con il gruppo.
Il vuoto sulla panchina azzurra
Con le dimissioni di Gattuso da allenatore della nazionale, l’Italia entra in una fase di transizione delicata. Sky Sport ipotizza nomi come Antonio Conte per il dopo-Rino, ma la FIGC deve prima ricostruire le fondamenta dopo tre Mondiali consecutivi mancati. Il bilancio di Gattuso evidenzia i limiti strutturali del movimento: talenti emergenti non valorizzati e una mancanza di continuità nei risultati internazionali.
La notizia delle dimissioni di Gattuso ha dominato i media sportivi, con reazioni contrastanti. Da un lato, i tifosi apprezzano la grinta portata dal tecnico calabrese; dall’altro, prevale la delusione per un’altra occasione persa. La nazionale ora guarda al futuro, con l’urgenza di trovare un nuovo leader capace di invertire la rotta.
Queste dimissioni rappresentano non solo la fine di un’esperienza breve, ma un campanello d’allarme per il calcio italiano. Senza qualificazione mondiale, il movimento rischia un declino ulteriore, spingendo la FIGC a scelte coraggiose per il rilancio.
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